Valter Mainetti: Le Terme di Traiano, scavo archeologico e fruibilità degli spazi urbani

Il presidente della Fondazione Sorgente Group sottolinea l’importanza strategica per Roma del recupero archeologico,  la riqualificazione dell’esedra monumentale e dell’area verde di Colle Oppio 

L’intervento di restauro e valorizzazione della grande esedra, ossia il recinto monumentale esterno delle Terme di Traiano sulla cima di Colle Oppio, con i suoi trenta metri di diametro tra le più ampie realizzate nell’antichità, ha suscitato grande interesse e soddisfazione. Le grandi nicchie rettangolari contenevano gli armadi per i libri, i volumina antichi, mentre la realizzazione di un nuovo sistema di sedute a cavea è stato ideato per accogliere concerti, conferenze ed eventi.

“È un eccezionale esempio di come il recupero di un monumento antico sia occasione di riqualificazione urbana e restituzione di aree verdi, strategico per il decoro e lo sviluppo della Capitale – afferma Valter Mainetti, presidente della Fondazione Sorgente Group, ricordando come con la moglie Paola abbia promosso già alcuni anni fa il restiling dello storico Giardino degli Aranci all’Aventino. ‘’Infatti, è quanto mai importante e apprezzato dai cittadini e dai turisti – rileva – il recupero e la fruibilità di Ville e giardini. E ora anche il Colle Oppio, grazie all’impegno della Sovrintendenza Capitolina, sta riconquistando la dignità e lustro che merita, dopo anni di abbandono.”

IL restauro ha fatto emergere le diverse fasi della storia monumentale del Colle Oppio, dall’età neroniano-flavia al grande impianto termale traianeo. Davanti all’esedra correva un portico sorretto da un’imponente galleria sotterranea, dove grazie ai recenti lavori di scavo e indagine archeologica, è stato possibile recuperare e mettere in sicurezza l’affresco della Città Dipinta, di circa dieci metri quadrati, che raffigura in una suggestiva veduta a volo d’uccello, una città cinta da mura e torri con edifici rappresentati in prospettiva. Inoltre, è stato scoperto un ulteriore porzione del Grande Mosaico, raffigurante una scaenae frons teatrale della lunghezza di circa 16 metri: colonne, capitelli, architetture in prospettiva, ornati da motivi vegetali e simboli legati a Dioniso, statue, un centauro, una Musa e un personaggio maschile chiamato “il filosofo”.

“Roma non finirà mai di stupirci e la ricerca archeologica non deve mai arrestarsi per dare alle future generazioni nuove conoscenze. – conclude Valter Mainetti, apprezzando la messa in sicurezza degli spazi e le visite a numero contingentato, che sono un’ottima soluzione per consentire la fruibilità e al tempo stesso il rispetto del luogo.

Infatti, fino a dicembre il pubblico potrà accedere in via sperimentale solo in alcune giornate e in orari precisi, a piccoli gruppi di 15 persone, con l’obiettivo di poter monitorare e valutare l’impatto della presenza antropica sulla conservazione delle delicate opere.

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