Venezia 75, giorno 8: American Dharma, Nuestro Tiempo, July 22 e I Villeggianti

Oggi il doc su Steve Bannon di Morris, Greengrass sul massacro di Utøya, l’ultimo film di Valeria Bruni Tedeschi e Carlos Reygadas

I Villeggianti, il nuovo film di Valeria Bruni Tedeschi stato presentato a Venezia 75

Settimo giorno per Venezia 75, il Festival accoglie oggi: Errol Morris e il suo documentario su Steve Bannon American Dharma; Carlos Reygadas e il suo nuovo film Nuestro Tiempo; July 22 di Paul Greengrass dedicato al massacro di Utøya e l’ultima fatica di Valeria Bruni Tedeschi I Villeggianti.

Il documentario American Dharma del regista Errol Morris – presente l’anno scorso per Wormwood – dedicato a Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump. Assente in conferenza stampa, Bannon probabilmente farà la sua comparsa questa sera al red carpet. Nel documentario, Morris e Bannon discutono di cinema, di democrazia, del suo background e del suo rapporto con Donald Trump:

“Abbiamo parlato di cinema e grazie a lui ho visto Mezzogiorno di fuoco e per questo l’ho portato sul set del film, ma non volevo normalizzare la sua figura. Non volevo restare in silenzio e ascoltarlo anche se ha una straordinaria abilità, la stessa di Trump, di ottenere attenzione”.

Curiosamente American Dharma viene presentato lo stesso giorno di July 22, un film dedicato al massacro compiuto dall’estremista di destra Anders Breivik nel 2011:

“Dovete capire che Trump è un’ape regina, non ha ideologia al di là di promuovere se stesso. Bannon, invece, ha avuto successo in Europa, molti suoi seguaci vogliono distruggere l’Europa, vogliono farla tornare a un insieme di nazioni che si fanno la guerra. Esportare le idee di Trump in Europa è spaventoso, la soluzione è sempre nel dialogo”.

Il messicano Carlos Reygadas presenta Nuestro Tiempo, il suo ultimo film in Concorso a Venezia 75: la fine di un matrimonio raccontata negli occhi dei propri protagonisti, interpretati dallo stesso regista e dalla sua compagna, Natalia López:

“Fare l’attore era l’unico mestiere del cinema che mi mancava, la difficoltà che ho incontrato era quella di perdere il controllo della macchina da presa, ma ho risolto con la mia presenza nel quadro. Non ho però raccontato la storia della mia vita: io ho smesso di essere Carlos, Natalia non è più Natalia, ho solo ‘usato’ i miei figli, ma è come chiedergli di lavare i piatti. Al ruolo di Juan ho dato solo il mio corpo, non il mio spirito”.

In Nuestro Tiempo, un film che sarà fra i vincitori di quest’edizione, gli animali giocano un ruolo molto importante, la storia di Juan ed Ester viene anche raccontata attraverso i tori:

“Oggi ai bambini piacciono i delfini, ma i tori sono centrali in molte culture. I tori sono bellissimi e sono territoriali, ma sono fuori di moda”.

Reygadas ha risposto alla domanda di quest’edizione del Festival dedicata alla poca presenza delle donne in concorso:

“Oggi si prova paura per tutto: esprimere la propria opinione, restare soli, si sceglie di essere indifferenti, il mondo ha comunque molti altri problemi. Al concorso ci sono 18 film su 21 del Primo Mondo, un’argentina, due messicane. Alle donne vengono riservati pochi spazi, ma ci sono altri problemi al mondo”.

Paul Greengrass dirige 22 July, un film che ripercorre la strage di Utøya, compiuta dall’estremista di destra Breivik. Per il regista inglese, il massacro assume un ruolo diverso nel panorama politico europeo:

“Due anni fa volevo lavorare a un progetto sulla crisi dei migranti in Italia, l’Europa è stata poi colpita da un’ondata senza precedenti di estremisti di destra dovuta alla crisi economica e al movimento di migranti nei nostri Paesi. Quello che è successo in Norvegia nel 2011 è uno specchio di tutto questo: la Norvegia che aveva combattuto per la sua democrazia, e tutti sono stati coinvolti per lottare contro questa minaccia che oggi è ancora più forte”.

Per realizzare il film era importante per Greengrass rispettare le 77 vittime del massacro, per farlo ha contattato l’associazione nazionale delle vittime. A interpretare Anders Behring Breivik, oggi noto come Fjotolf Hansen, l’attore norvegese Anders Danielsen Lie:

“Questa è una storia locale che ha un messaggio globale, volevo ricordare le vittime. Breivik era un lupo solitario, ci sono tanti come lui e dovremmo parlarne, non deve essere un tabù. È stato difficile raccontare questa storia, dobbiamo chiederci perché l’ha fatto. Peter voleva fare un film che fosse un omaggio alle vittime e che spiegasse il motivo della strage”.

Ispirato al romanzo della giornalista Åsne Seierstad Uno di Noi, 22 July è la visione di Greengrass su uno dei capitoli più brutti della storia recente dell’Europa:

“Non ho fatto questo film per intrattenimento, volevo dare il mio occhio su una storia che ha delle verità per l’Europa di oggi”.

I Villeggianti (Les Estivants) è l’ultimo film di Valeria Bruni Tedeschi, una nuova storia di famiglia messa in scena dall’attrice e regista definita da lei stessa come un’autobiografia immaginaria:

“Da anni faccio dei film e mi fanno delle domande su quanto c’è di autobiografica e una giornalista mi ha detto è un’autobiografia immaginaria, come se fosse una luce nuova su quello che faccio da anni con Noémie (Lvovsky, sceneggiatrice e attrice) e Agnès (de Sacy, la sceneggiatrice), cerco di spiegare quello che facciamo anno per anno e quest’espressione la trovo bella”.

Al centro del film la casa al mare nella Riviera francese dove un gruppo di amici passa le vacanze, basata sulla casa che la famiglia di Valeria Bruni Tedeschi possiede, come ha spiegato la madre Marisa Borini:

“Abbiamo ricostruito casa nostra in questa villa, era il nostro angolo estivo, un viavai di amici: litigi, amori. Nel film recita anche mia sorella anche perché appartiene a questa realtà estiva. Nel film ci sono anche due sorelle, due sorelle che si amano e che litigano proprio come a casa nostra, facevamo discorsi e litigi a tavola, è un miracolo che quel tavolo ancora regga!”.

Bruno Raffaelli ha suggerito il titolo a Valeria Bruni Tedeschi:

“Lui è un’attore della Comédie Française e mi aveva invitato alla rappresentazione de I Villeggianti di Gorki, un giorno ha suonato alla mia porta e mi ha portato l’adattamento di Bohto Strauss ed è per questo che ho tenuto il titolo”.

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