World Press Photo 2017, le foto premiate in mostra a Roma

Dal 28 aprile al 28 maggio al Palaexpo, il fotogiornalismo protagonista. Abbiamo parlato con la curatrice Babette Warendorf

World Press Photo 2017 Francesco Comello
Maria e Alexandra sono due delle appartenenti della comunità dell'Isola della Salvezza in Russia © Francesco Comello

World Press Photo 2017, la mostra di fotografia e giornalismo è in programma a Roma dal 28 aprile al 28 maggio al Palazzo delle Esposizioni. Da oltre 60 anni, ogni anno una giuria indipendente premia gli scatti migliori realizzati dai fotogiornalisti di tutto il mondo. Abbiamo parlato con la curatrice delle mostre del World Press Photo, Babette Warendorf.

Lo scatto premiato quest’anno è del fotografo Burahn Ozbilici: An Assassination in Turkey, scattato durante l’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov, da parte dell’ ex poliziotto Mevlut Mert Altintas durante l’inaugurazione di una mostra. Lo scatto del fotografo di AP è in ottima compagnia, negli ultimi 60 anni sono state premiate foto iconiche e passate alla storia come la bambina ustionata dal napalm nel corso della Guerra in Vietnam di Nick Ut, premiata nel 1972.

“World Press Photo premia il fotogiornalismo, questi scatti in mostra sono stati scelti fra più di 80mila scatti dello scorso anno e mostrano il meglio delle foto scattate da giornalisti. È importante che lo mostriamo perché siamo l’unico concorso al mondo che controlla tutte le foto affinché non vengano manipolate. Ai fotografi non è permesso di aggiungere o togliere informazioni dallo scatto”, ha spiegato la curatrice.

“Vogliamo che il pubblico veda delle foto che siano affidabili, che conosca quello che vede e che mostrino il meglio del fotogiornalismo”, aggiunge la curatrice.

Sullo scatto premiato nell’edizione 2016, Babette Wadendorf ha detto: “È una foto davvero iconica e lo è diventata subito dopo la pubblicazione. La giuria l’ha scelta perché rappresenta il meglio del fotogiornalismo. Il fotografo era lì per puro caso e quando sono iniziati gli spari avrebbe potuto andarsene, invece è rimasto mettendo la sua vita in pericolo per realizzare questi scatti. Potete anche vedere che non sono perfetti: si vede ancora il microfono e se vedete bene nell’angolo a sinistra in alto c’è anche l’ombra del dito del fotografo. È stata scattata al momento, non ha avuto neanche il tempo di inquadrare meglio la fotografia. La giuria l’ha anche premiata perché mostra l’odio di quest’era”.

Le foto premiate del World Press Photo 2017 sono state scelte fra le 80.408 inviate da 5034 fotografi di 125 nazionalità diverse. La giuria ha votato per gli scatti di 45 fotografi provenienti da 25 Paesi: dall’Australia al Pakistan, passando per le Filippine e la Finlandia, fino al Sud Africa e l’Iran. Quattro degli scatti premiati sono di fotografi italiani.

Come ogni anno World Press Photo 2017 permette non solo di vedere alcuni degli scatti di fotogiornalismo più belli, ma anche un’occasione per rivivere gli eventi che hanno segnato lo scorso anno, scoprire storie e luoghi sconosciuti.

Lo scatto di Ozbilici è in ottima compagnia, c’è l’altra foto iconica di Iesha Evans di fronte alla polizia negli scontri di Baton Rouge (Jonathan Bachman), il dramma dei migranti e dei rifugiati (Vadim Ghirda, Daniel Etter, Santi Palacios), la realtà in Ucraina, Iran, Brasile con le toccanti immagini dei bambini colpiti dallo Zika virus di Lalo de Almeida, la battaglia di Mosul (Laurent van der Stockt).

Ci sono anche scatti di realtà lontane dal tempo come quelli della piccola comunità di Table Rock in USA (di Markus Jokela), la vita quotidiana del piccolo insediamento vicino al fiume Nizhnyaya Tunguska all’estremo Nord della Russia (Elena Anosova) o la vita dentro una comune russa ritratta da Francesco Comello.

Alcuni di questi scatti sono fra i preferiti della curatrice Babette Warendorf: “È molto difficile, dipende… Ci sono delle foto molto belle e commuoventi, ci sono quelle dei bambini affetti dal virus Zika che nascono con microcefalia, quelle sono davvero toccanti e intimiste. Ci sono anche gli scatti della guerra in Siria, sono difficili da guardare, ma è molto importante che vengano osservati”.

“Il fotografo che le ha realizzate (Ameer Alhabi/Walid Mashadi) è il nostro vincitore più giovane, ha solo 21 anni ed è volato da Aleppo a Parigi la scorsa settimana ed è venuto ad Amsterdam per ricevere il suo premio, ma ci ha detto che per lui il vero premio sarebbe se i bombardamenti cessassero”, ha commentato così gli scatti da Aleppo del giovanissimo fotografo, realizzati quando aveva appena 18 anni.

Altri scatti ci portano a realtà sconosciute, come la festa che da 200 anni si celebra a Ibi, ad Alicante, di Els Enfarinats che ricrea in città un colpo di stato lottando con uova e farina (realizzati da un italiano). Passando per le foto sportive e quelle degli animali. L’attualità è tutta rappresentata negli scatti del World Press Photo, la mostra è realizzata in collaborazione con 10b photography, partner italiano di WPP, Internazionale e Canon.

“Quello che speriamo con questa mostra è che le persone non vengano solo per le bellissime foto, ma che si crei un cambiamento. Penso che la consapevolezza di un problema sia il primo passo per creare un cambiamento ed è questo lo scopo di questa mostra. Dato che nel World Press Photo 2017 rappresentiamo un’ampia gamma di problemi, penso che la mostra può attrarre un pubblico molto vasto, se vi piace la fotografia, se si è interessati all’attualità o se vuoi conoscere qualcosa di nuovo. Abbiamo quattro fotografi italiani premiati e uno di loro ha fotografato una comunità in un villaggio remoto della Russia. Quindi ci sono notizie dell’attualità, ma anche nuove idee”, ha concluso la curatrice.

World Press Photo 2017
Palazzo delle Esposizioni,
via Nazionale 194
martedì – domenica 10-20
venerdì – santo 10-22:30
lunedì chiuso

Intero 12,50
Ridotto 10
(valido per tutte le mostre)

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