Sky, pressing su Gentiloni. Rottura Zappia-sindacati

I sindacati forzano la mano e scrivono al premier. La Cgil sulle barricate: "l'azienda va avanti, nostre proposte respinte, impossibile trattare"

La sede di Sky a Roma

Il dossier Sky arriva sul tavolo del premier Paolo Gentiloni, mentre l’azienda continua a fare muro con i sindacati.

Dopo l’avvio di un primo confronto al ministero dello Sviluppo Economico tra governo e l’ad Andrea Zappia, la protesta, più o meno formale, di Regione Lazio e Comune di Roma, e la preoccupazione del Papa, oggi i sindacati hanno deciso di forzare la mano e chiamare direttamente in causa Palazzo Chigi. Obiettivo, aumentare il pressing sull’esecutivo, coinvolgendo direttamente Gentiloni, e fermare in extremis il ridimensionamento di Sky in Italia. Operazione che solo a Roma comporterà tra i 120 e i 200 esuberi.

A rompere gli indugi, Francesco Paolo Capone, leader dell’Ugl, che questa mattina ha inviato una lettera (qui il testo) a Gentiloni per chiedere ufficialmente di prendere in mano la situazione.  “L’Ugl”, si legge, “chiede formalmente l’apertura, da parte del presidente del Consiglio, di un tavolo di confronto con Sky mirato alla verifica del piano industriale e alla ricerca di soluzioni industriali in grado di scongiurare i licenziamenti”.

Il sindacato ha argomentato la richiesta spiegando di “non essere di fronte ad una ristrutturazione industriale, ma ad una miope politica di tagli indiscriminati  fatta sulla pelle dei dipendenti. Il rifiuto, da parte dell’azienda, di confrontarsi sul piano industriale è la conferma che non esiste alcuna volontà di offrire opzioni alternative, l’azienda sceglie la scorciatoia dei tagli al personale, dichiarando 120 esuberi a Roma e 80 a Milano, mentre 379 dipendenti verranno trasferiti da Roma a Milano e 10 da Cagliari a Milano”.

“Tutto questo – scrive in conclusione Capone – deve essere oggetto di discussione, di ricerca di soluzioni alternative, azioni che solo il governo può attivare. Non è più tollerabile oltretutto che il tessuto occupazionale del Lazio, in primis, subisca ulteriori danni questa volta da parte di un’azienda che registra ricavi in crescita, che continua ad assumere e che è leader di mercato”.

Un appello giunto nello stesso giorno in cui, come anticipato da Radiocolonna.it la scorsa settimana, si è tenuto un nuovo incontro tra azienda e sindacati. Da quanto è in grado di apprendere Radiocolonna.it, il gruppo televisivo avrebbe deciso di non presentare un piano industriale preciso, ribadendo tuttavia l’intenzione di procedere, entro giugno, con il ridimensionamento dell’organico.

I sindacati avrebbero dunque chiesto a Zappia un piano dettagliato di incentivi alla mobilità, cui però ricorrere esclusivamente su base volontaria. In pratica una serie di scivoli per rendere più morbida l’uscita dall’azienda, ma che il lavoratore può decidere o meno di utilizzare. Nell’incontro odierno la proposta Sky sarebbe stata per l’appunto presa in consegna dai sindacati per  essere accuratamente esaminata e valutata.

Ma dalle indiscrezioni raccolte in serata tuttavia, è arrivata la conferma della rottura tra azienda e sindacati. “Ci hanno respinto tutte le nostre proposte, la verità è che non c’è trattativa alcuna”, spiega a Radiocolonna.it Dino Oggiano, della Cgil. Anche per questo domani avremo un’assemblea e parleremo ai lavoratori: gli diremo che l’azienda non tratta”.

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