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Ama, banche pronte a tirarsi indietro. Fallimento a un passo

O si approva il bilancio o gli istituti creditori per 200 milioni potrebbero congelare le linee. E sarebbe il disastro

Gianluca Zapponini
di Gianluca Zapponini | 2018-11-1 1/11/2018 ore 14:45

La sede di Ama

Ama sempre più nei guai. E lo spettro di una nuova crisi dei rifiuti si materializza per l’ennesima volta. Il problema? Il bilancio non ancora approvato a 11 mesi dalla chiusura dell’esercizio (qui le anticipazioni della scorsa settimana di Radiocolonna.it). Ieri nel palazzo di via Calderon de la Barca, sede di Ama, la tensione era palpabile e anche i più ottimisti cominciano ad essere spaventati.

Il fatto è che Ama corre veloce verso il fallimento o, quanto meno, lo stop di tutte le attività, un po’ come quelle compagnie aeree che lasciano tutti gli aerei e i passeggeri a terra perché non possono pagare il carburante. Ecco, proprio chi garantisce ogni giorno il gasolio per fare partire i mezzi potrebbe essere il primo a bloccare le forniture se il 15 novembre le banche chiuderanno definitivamente le linee di credito.

Come riporta oggi il Messaggero, anche ieri, dopo un inutile confronto notturno che verteva sempre sul famoso credito di 18 milioni di euro vantato da Ama nei confronti di Roma Capitale per la gestione dei cimiteri, il direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti, ha inviato una lettera in cui chiede il rinvio dell’assemblea. Lorenzo Bagnacani, presidente Ama, che pure è stato scelto dall’attuale maggioranza, ha risposto con una lettera in cui spiega che l’assemblea è chiusa.

Sarà necessaria una riconvocazione, si chiede al Campidoglio di indicare una data. Tutto questo avviene dopo che con varie lettere Bagnacani ha descritto uno scenario catastrofico: le banche garantiscono linee di credito solo se c’è un bilancio approvato e in attivo, il 15 novembre chiudono i rubinetti e potrebbero chiedere ad Ama di restituire i prestiti, circa 200 milioni di euro, cosa che comporterebbe il fallimento. Intanto piove sul bagnato. Confermato infatti lo sciopero in Ama del prossimo lunedì 5 novembre. L’agitazione durerà 24 ore e coinvolgerà anche i servizi di pulizia delle strade e la raccolta dell’immondizia nei cassonetti.

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A proposito dell'autore

Giornalista professionista, mi occupo dei principali temi economico-finanziari. Comincio nel 2010 a MF-Milano Finanza per poi passare nel 2014 all'agenzia di stampa finanziaria MF-DowJones. Nel 2015 sono a Formiche.net dove mi occupo di banche e politica economica mentre nel 2016 approdo a Radiocolonna.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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