Nel 2022 nel Lazio ok l’economia: Pil a +2.5%, ma inflazione all’8%

Per la Svimez la crescita nella regione continua a tenere, anche se il Nord fa meglio. E’ però necessario migliorare gli effetti del Pnrr

A Roma e nel Lazio l’economia continua a crescere, meglio, nel complesso, che in altre regioni del Paese. Secondo l’istituto Svimez, quest’anno il Pil aumenterà del 2.5%, nel 2023 dell’1.7%, per poi risalire al 2.1% nel 2024. Il Lazio, dunque, si conferma in sostanza in linea con le altre regioni del centro, e vicino al Nord come prospettive di crescita. Tuttavia la parte più meridionale della regione, vedi Latina, come Pil risente delle difficoltà economiche del Mezzogiorno.

Nel 2021 l’economia del Lazio crescita del 6,3%

La Banca d’Italia aveva già fatto notare che il quadro macroeconomico “nel 2021, l’attività economica del Lazio è cresciuta del 6,3 per cento, poco meno del dato nazionale (6,6). Dopo il forte rimbalzo registrato nel secondo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che era stato caratterizzato dal lockdown, il recupero dell’attività è proseguito a ritmi più contenuti; nel complesso i livelli di attività rimangono ancora di 3 punti percentuali inferiori a quelli precedenti la pandemia.

Nel 2022 in calo i consumi delle famiglie meno abbienti 

Più in generale, nel 2022 dovrebbero frenare soprattutto i consumi delle famiglie italiane meno abbienti, sui cui bilanci incide maggiormente l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità. Un’asimmetria tra famiglie che si traduce meccanicamente in un’asimmetria territoriale sfavorevole al Sud, dove più di un terzo delle famiglie si posiziona nel primo quintile di spesa familiare mensile equivalente, contro il 14,4% del Centro e meno del 13% nel Nord. Il picco dell’inflazione del 2022 dovrebbe interessare in maniera più marcata il Mezzogiorno (8,4%; 7,8% nel Centro-Nord), dove dovrebbe essere più lento anche il rientro sui livelli pre-shock. Dunque a Roma e nel Lazio per quest’anno l’inflazione dovrebbe mantenersi prossima all’8%.

Dare continuità al Pnrr

Per Svimez, comunque, “è importante dare continuità al PNRR per colmare i divari sui diritti di cittadinanza: nelle infrastrutture scolastiche e nei ritardi e divergenze nei sistemi produttivi. Il meccanismo ‘competitivo’ di allocazione delle risorse agli enti territoriali responsabili degli interventi ha mostrato diverse criticità. Mettere in competizione gli enti locali ha allontanato il PNRR dal rispetto del criterio perequativo che avrebbe dovuto orientare la distribuzione territoriale delle risorse disponibili per andare incontro all’obiettivo di riequilibrio territoriale”. 

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