L’immondizia sale e ci soffoca

Pare che l'uomo posso fare qualunque cosa ma, di fatto non riesce (non vuole?) a porre un freno all'aumento della spazzatura

Il Covid ha spazzato via le tante campagne green e i tanti suggerimenti per produrre sempre meno scarti. Anche se ci siamo mossi seguendo le regole e cercando di sprecare il meno possibile, l’uragano virus ha visto cambiare talmente tante abitudini e norme che l’immondizia, invece di diminuire sta crescendo a dismisura.

I prodotti preconfezionati hanno avuto un’impennata  pesante tanto da passare dal 40% al 60% degli acquisti. E’ probabile che i consumatori si sentano più sicuri comprando un prodotto imballato rispetto a quello sfuso. Vale anche il discorso “scorte” e la paura ingiustificata di trovare gli scaffali vuoti. La plastica, diciamolo chiaramente, la fa sempre e comunque da padrona. Praticamente qualunque prodotto sembra non poter prescindere da una fasciatura o da un contenitore di plastica. Senza dimenticare guanti e mascherine….Basta guardare la nostra raccolta differenziata per renderci conto che la quantità di oggetti “plasticosi” aumenta in modo esponenziale di volta in volta.

Eppure gli appelli alla sostenibilità green delle stesse catene della grande distribuzione sono martellanti e grintosi ma, poi a ben vedere proprio dai loro scaffali viene la maggior parte dei packaging esagerati e in parte inutili.

Vero è che i sacchetti della spesa sono diventati (ma non tutti) eco ma, a fronte di confezioni che per essere cariche di appeal sono diventate delle vere e proprie matrioske. L’esempio più eclatante lo troviamo nelle profumerie dove, i vasetti di beauty, da pochi grammi, svestiti da tutta la serie di imballi, si riducono a profezie velleitarie di breve durata.

Dobbiamo anche mettere in pesante conto le norme alimentari che in molti casi impongono, ad esempio, l’uso di tovagliette e tovaglioli usa e getta. E basta guardare gli ammassi di sacchi che sul far della sera incorniciano vetrine ed entrate di negozi e ristoranti.

Anche sui quotidiani avremmo da dire rabbiosamente la nostra. I loro frequenti inserti, anche superflui, sono sempre fasciati con plastica termo-saldata. Quindi, il quotidiano debitamente “spogliato” genera: plastica, opuscoli vari in carta, e addendi vari.

Sono stati spesi milioni di milioni per andare in giro per il cielo ma per ridurre, la quantità di scarti (immondizia) pare che ci siano solo parole e nessuna vera e rigida applicazione degli impegni presi.

 

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