Aeroporti, il rebus degli investimenti a Fiumicino

I Benetton hanno previsto 1,7 miliardi di investimenti per ampliare lo scalo. Ma attenzione al calo dei passaggeri

Gli aeroporti italiani sono in fermento. Il traffico aereo necessita sempre più di robusti investimenti. Soprattutto a Fiumicino, il maggiore tra gli scali italiani. Secondo l’ultimo rapporto dell’Enac, nel periodo intercorrente tra il 2015 e il 2021 sono previsti investimenti pari a oltre 4 miliardi negli aeroporti italiani.

In particolare, a partire dal 2017 ed entro il 2021, verranno effettuati investimenti per 1 miliardo e 750 milioni sull’aeroporto di Roma Fiumicino, gestito da Adr, controllata dalla famiglia Benetton, a conferma del ruolo strategico svolto da questo scalo in ambito nazionale e consolidato anche a livello internazionale. Eppure le buone intenzioni non possono non scontrarsi con la realtà dei numeri dello scalo romano.

A Fiumicino nel 2017 il traffico passeggeri è sensibilmente calato. Al Leonardo Da Vinci non diminuisce solo il numero di atterraggi e decolli (nel 2017 -5,3% sul 2016, ad un livello pari a quello di 15 anni fa). Cala anche il numero di passeggeri, come risulta dai dati ufficiali pubblicati in ritardo rispetto alle scadenze consuete dalla stessa Adr. L’arretramento dei transiti è meno vistoso di quello dei movimenti, ma abbastanza sostenuto: meno 1,9 per cento. Il che aumenta la necessità di calibrare al meglio gli investimenti sull’aeroporto romano.

Tornando ai dati dell’Enac, nello stesso periodo sono previsti investimenti per 575 milioni circa sull’Aeroporto di Venezia-Tessera, che conferma una forte crescita del traffico passeggeri (+7,7% nel 2017). Si segnalano anche gli investimenti programmati sull’Aeroporto di Milano Linate, 316 milioni circa, e Milano Malpensa con 265 milioni circa per il periodo 2016-2020.

Per gli aeroporti con contratto di programma in deroga – quelli sottoscritti con Aeroporti di Roma per gli scali di Roma Fiumicino e Roma Ciampino – con Sea per gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate e con SAVE per Venezia, il rapporto tra investimenti programmati e livello di spesa effettivo è risultato pari al 63%, mentre per quelli soggetti al Decreto Legge n° 133/2014 con contratti di programma ordinari, il rapporto si attesta al 64%. Per gli aeroporti che non hanno sottoscritto il contratto di programma, invece, sussistono rilevanti scostamenti, con limitati livelli di spesa.

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