Alitalia, il salvataggio slitta ancora

Ancora un mese per il piano di Ferrovie. Anche perché manca il nome del partner industriale da affiancare al gruppo pubblico

Alitalia, dove è finito il salvataggio? Di rinvio in rinvio il dossier Alitalia sta spostando avanti di mesi le lancette del nuovo piano industriale di Ferrovie dello Stato. La scelta del partner, infatti, resta ancora lontana e oggi, alla scadenza del termine ultimo per definire le offerte vincolanti, si conferma un rinvio di un mese (a fine febbraio) per la selezione degli alleati (Delta-Air France o Lufthansa) che dorevebbero entrare nella newco Alitalia assieme a Fs.

Da quel momento in avanti Fs porterà a compimento il suo nuovo progetto di sviluppo che integrerà la compagnia (nuovamente) di bandiera e l’eventuale alleanza. Il governo, in realtà starebbe pensando di spostare le lancette della chiusura del rilancio del vettore italiano a dopo le elezioni europee di maggio, proprio per evitare proteste e eventuali siocperi dei dipendenti. Tra l’altro la restituzione del prestito ponte è già stata spostata a fine giugno. In ogni caso Fs dovrebbe rendere noto il suo piano industriale entro la fine di marzo. “Abbiamo detto che il piano industriale lo avremmo presentato a fine gennaio. Ma l’evoluzione del caso Alitalia  fa sì che si andrà un po’ più avanti. Se l’operazione fosse completata sarebbe un pezzo fondamentale del piano. Oggi è ragionevole avere un piano definito entro fine marzo”, ha spiegato il ceo di Fs, Gianfranco Battisti.

In tutto ciò, Alitalia ha chiuso il 2018 con un Ebitda negativo di 154 milioni. Rispetto al 2017 – 312 milioni – il rosso è più che dimezzato. Ci sono 703 milioni di liquidità, di cui 506 in cassa e 197 di depositi.

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