L’agonia di Alitalia, in attesa di una soluzione che (non) arriva

Gli stipendi non verranno pagati il 27 del mese. L'Italia prova a stringere con Bruxelles ma la strada è in salita

Un’agonia senza fine. Alitalia continua a boccheggiare, rimanendo a terra. Per il rilancio, l’ennesimo nella tormentata storia industriale della compagnia, la strada è ancora in salita. E quella che doveva essere un’operazione di riassetto ha tutta l’aria di essere un disperato salvataggio. Ancora una volta.

Tanto per cominciare, ieri in serata i tre commissari straordinari di Alitalia hanno informato i dipendenti, con una comunicazione interna, che domani 27 non saranno pagati gli stipendi di aprile. Ne hanno dato notizia fonti sindacali. Nella lettera i commissari Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande e Daniele Santosuosso, scrivono: “Gentili colleghi e college, desideriamo informarvi che come di consueto procederemo con i pagamento degli stipendi di aprile non appena ci verranno erogati gli indennizzi previsti a sostegno dell’emergenza Covid 19”. Facile aspettarsi a stretto giro, nuove proteste.

Ma quello che davvero conta il confronto con Bruxelles che non vuole un’Alitalia a base di aiuti di Stato e poco concorrenziale. “Siamo in contatto con le autorità italiane, ma non abbiamo commenti a riguardo”, hanno fatto sapere dalla Commissione Ue.

Non è finita. Sempre ieri Ita, la nuova compagnia controllata dal Tesoro, la newco 100% Mef, ha inviato ai commissari della compagnia in amministrazione straordinaria una lettera con cui, in sei punti, porta il dossier ad un livello più alto e delicato. Obiettivo, ha scritto Repubblica, chiedere l’anticipo delle attività di volo, da Alitalia a Ita. Insomma, dalla nuova società un anticipo immediato per acquistare la parte con aerei e personale. Che caos.

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