Alitalia, si complica la cessione del brand

Secondo il presidente di Ita, Altavilla, la base d'asta di 290 milioni per il brand dell'ex compagnia di bandiera, ha valori "irrealistici"

Protesta dei lavoratori di Alitalia davanti la sede Ita, in via dell'Arte a Roma.

Si complica la gara per la vendita del marchio Alitalia. La base d’asta di 290 milioni per il brand dell’ex compagnia di bandiera, ha valori “irrealistici” ha detto il presidente di Ita Alfredo Altavilla, a margine dell’audizione alla Camera, aggiungendo che venerdì ci sarà un board straordinario. “Abbiamo convocato un consiglio di amministrazione straordinario venerdì per esaminare la questione – ha detto Altavilla parlando della gara – sicuramente il bando ci ha sorpresi per i valori contenuti”. “Personalmente – ha aggiunto – li definirei irrealistici per una compagnia che in undici anni ha generato 3,5 miliardi di perdite operative, mi sembra una valutazione non realistica e noi dobbiamo stare sul mercato”.

Intanto, dopo la rottura delle trattativa e la scelta di Ita di “procedere in maniera unilaterale con l’applicazione del regolamento aziendale (al posto del contratto nazionale, ndr) e con l’immediata assunzione a chiamata dei lavoratori”, come denunciato dai sindacati, qualche centinaio di dipendenti ex Alitalia sono tornati a manifestare a Roma, in piazza San Silvestro, per protestare contro i vertici della nuova compagnia.  “Proseguiremo la mobilitazione a oltranza – ha detto Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt Cgil -, fino a quando non avremo risposte. Chiediamo una convocazione al ministero del Lavoro per parlare di ammortizzatori sociali e di contratto”.

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