Ama, il Campidoglio non arretra. Il bilancio va chiuso in rosso

Il Comune insiste nel non riconoscere 18 milioni di crediti che la municipalizzata vanta verso il suo azionista

La sede di Ama

Il Campidoglio non intende arretrare: il bilancio di Ama va chiuso in negativo.Questo l’orientamento emerso dall’incontro che Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno avuto in mattinata col vicesindaco, Luca Bergamo, e il delegato della sindaca al Personale, Antonio De Santis. Per Roma Capitale i 18 milioni di euro che Ama ha iscritto a bilancio come crediti, per opere cimiteriali realizzate tra il 2008 e il 2012, sarebbero in realtà debiti per la stessa municipalizzata dei rifiuti. Insomma, avrebbe prevalso la linea sostenuta dall’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, su quella dell’assessora alla Sostenibilità ambientale, Pinuccia Montanari, e il tutto e’ stato messo nero su bianco in una lettera inviata dal Campidoglio ad Ama, che l’avrebbe ricevuta nelle ultime ore.

Nella missiva, a difesa della posizione sostenuta dal Comune, verrebbe innanzitutto evidenziato che il contratto di servizi allora vigente non riconosceva costi superiori ai 10 milioni annuali per servizi resi e inoltre verrebbe contestata la congruità del prezzo delle opere. Tuttavia, e questo è  il terreno di scontro tra le parti, ci sarebbe una nota firmata tra Ama e Roma Capitale che autorizzerebbe la prima a sforare quel tetto e in secondo luogo non ci sarebbe una perizia a sostegno delle contestazioni del Comune sul conto presentato dalla municipalizzata per le opere sostenute. Ciò nonostante, ha scritto l’agenzia Dire nel pomeriggio, il Campidoglio ha preso la sua decisione con l’intenzione di “utilizzare” questa lettera inviata ad Ama per chiudere a breve la questione legata al bilancio consolidato (che attende di essere approvato da settembre e finora e’ rimasto appeso proprio per la mancata approvazione del bilancio di Ama) e se poi dovessero emergere delle novita’, nel caso si rimetterebbe mano al documento.

Insomma, lo scontro con Ama e’ totale e al capitolo bilancio va aggiunta anche la posizione negativa del ‘socio Roma Capitale’ sulla lettera di patronage verso le banche per sbloccare le nuove linee di credito (quelle vecchie sono scadute il 15 novembre) e assicurare la continuita’ finanziaria all’azienda, come peraltro espressamente richiesto dal collegio sindacale. Secondo il Campidoglio, Ama potrebbe andare avanti utilizzando gli incassi della Tari, operazione che l’azienda non puo’ realizzare (pena sanzioni della Corte dei Conti) perche’ quei soldi vanno riversati al Comune.

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