Amministrative: scissione M5s, nel Lazio premiate le liste civiche

Nel capoluogo della Tuscia, contro il centrosinistra di Pd e M5s, le urne hanno premiato l'esponente della società civile, seppur proveniente da area di centrodestra: Chiara Frontini. Mentre Viterbo è il caso più evidente di una prevalenza di preferenze sulla figura civica, ma anche a Frosinone - dove è stato eletto sindaco Riccardo Mastrangeli, assessore uscente appoggiato dai partiti del centrodestra - il risultato migliore di lista lo ha fatto sempre una civica

Effetto scissione del M5s sulle amministrative del Lazio: il crollo dei consensi dei pentastellati ha premiato le liste civiche. Nonostante l’astensionismo – con un’affluenza che tra il primo e il secondo turno è andata giù del 14,4%  in entrambi i due capoluoghi, Frosinone e Viterbo – chi si è recato a votare ieri ha per lo più scelto una lista civica.

Nel capoluogo della Tuscia, contro il centrosinistra di Pd e M5s, le urne hanno premiato l’esponente della società civile, seppur proveniente da area di centrodestra: Chiara Frontini. Frontini si è imposta con 16.160 voti e il 64,92 per cento di preferenze sull’assessora regionale, Alessandra Troncarelli, esponente di peso dei dem nel Lazio, e che si è fermata a 8.734 voti pari al 35,08 per cento. Seppur appoggiata da una lista politica, Rinascimento di Vittorio Sgarbi, il grosso dei consensi Frontini lo ha raccolto con la lista civica che al primo turno ha fatto il 10,20 per cento e ha conquistato – sulla base delle percentuali ottenute ieri – sette seggi. Rinascimento, a suo sostegno, ha ottenuto un solo seggio con l’1,56 per cento dei consensi. Il crollo del M5s sul territorio si traduce nel 1,42 per cento dei voti e nessun consigliere eletto. Nel 2018 i grillini, pur non riuscendo a ottenere seggi, avevano comunque fatto il 6,24 per cento. A Viterbo nella coalizione di centrosinistra si conferma in testa il Partito democratico con il 10,74 per cento, ma ottiene soltanto due seggi contro i tre collezionati da tre liste civiche – Noi insieme per Viterbo (5,28), Viterbo cresce (3,85), Viterbo dei cittadini (3,80) – le quali insieme ottengono tre seggi e fanno il 12,93 per cento.

Viterbo è il caso più evidente nel Lazio di una prevalenza di preferenze sulla figura civica, ma anche a Frosinone – dove è stato eletto sindaco Riccardo Mastrangeli, assessore uscente appoggiato dai partiti del centrodestra – il risultato migliore di lista lo ha fatto la civica. Mastrangeli con 10.794 voti pari al 55,32 per cento ha conquistato la vittoria su Domenico Marzi, candidato del centrosinistra, si è fermato a 8.719 preferenze pari al 44,68 per cento. A far da traino alla vittoria di Mastrangeli non sono stati i partiti della coalizione ma la lista civica che ha conquistato cinque seggi con l’11,8 per cento. Insieme ad altre tre liste civiche – Mastrangeli sindaco (8,43), Lista per Frosinone (8,18), Frosinone capoluogo (2,96) – i consiglieri civici in Aula per Mastrangeli saranno 12 su venti, sei arriveranno dai partiti della coalizione: Fratelli d’Italia ha fatto l’8,74 per cento e preso quattro seggi, due consiglieri cadauno per Forza Italia (4,51 per cento) e Lega (4,33 per cento). E anche a guardare tra i consensi dell’avversario Marzi, a fronte dell’1,32 per cento del M5s, su nove seggi conquistati tre vanno al Pd, che fa il 12,49 per cento, e ben sei a quattro liste civiche: tre per Marzi sindaco Frosinone (11,12 per cento); uno rispettivamente a Polo civico (6,31 per cento), lista Michele Marini (4,47 per cento), Frosinone in comune (3,18 per cento).

Sui cinque grandi comuni al ballottaggio lo schema grosso modo si replica, meno che a Ciampino, a sud di Roma, e Sabaudia, in provincia di Latina, dove ancora i partiti si impongono sul consenso popolare. Guidonia Montecelio va a un civico, Mauro Lombardo. La città a nord ovest della capitale è la più popolosa del Lazio al voto e nel 2017 aveva eletto il sindaco del M5s, Michel Barbet, con un plebiscito di consensi. Oggi con 10.989 voti e il 59,92 per cento delle preferenze la città ha scelto Lombardo in campo con sette liste civiche con le quali ottiene 15 seggi. All’opposizione si troverà principalmente i partiti: Fd’I con due seggi, Lega con uno, il Pd con tre, insieme al candidato che era stato condiviso con il M5s, Alberto Cuccuru. I grillini si fermano a 4,61 per cento e non eleggono alcun consigliere. A Cerveteri vince il centrosinistra di Maria Elena Gubetti ma anche qui a far da traino è la lista civica che è prima con il 16,29 per cento e prende sei seggi. Sei consiglieri anche per il Pd che fa il 14,49 per cento a Cerveteri, ma in Aula altri due consiglieri provengono dalle civiche – Noi per Cerveteri (4,54) e Cerveteri domani (3,64) -. Un ultimo seggio di maggioranza va a Europa verde (3,45 per cento). Anche l’opposizione a Cerveteri si delinea principalmente civica: un seggio a Fd’I (10,26 per cento) sette alle liste civiche. Si discostano dallo schema generale Ciampino e Sabaudia dove i partiti invece ancora mantengono il consenso.

Tengono invece i partiti nei comuni di Ciampino e Sabaudia, il primo va al centrosinistra e il secondo al centrodestra. Nella cittadina aeroportuale, che viene fuori dal commissariamento dopo la caduta del centrodestra di Daniela Ballico, rincandidatasi, la nuova sindaca Emanuela Colella ha raccolto la maggior parte dei voti nel suo Pd che porta in maggioranza dieci seggi sui 15 totali, un consigliere arriva dal M5s che fa il 3,33 per cento, gli altri saranno civici. Anche a Sabaudia, in provincia di Latina, il nuovo sindaco di centrodestra Alberto Mosca ha vinto grazie al traino di Forza Italia che con il 13,2 per cento ottiene cinque dei dieci seggi di maggioranza, uno va ad Azione di Carlo Calenda e il resto a figure civiche

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