Atac ancora guai, ora rischiano i fondi per il tpl

Allarme della consigliera Piccolo (Pd). Senza rinnovo del contratto di servizio a rischio il 15% delle risorse. Il Tribunale dice sì al concordato

Altra tegola su Atac. “Se entro il 30 settembre non viene prolungato il contratto di servizio fino al 2024, come annunciato dalla sindaca Raggi, l’azienda perderà il 15% del fondo destinato al trasporto pubblico locale. Lo stabilisce Dl 50 convertito in legge 96/2017 all’art.27, comma d. L’azienda di via Prenestina sembra essere trascinata sempre più nel pantano”, afferma in una nota la consigliera del Pd capitolino Ilaria Piccolo.

“Da ieri inoltre si registrano le prime ripercussioni alla scelta di concordato fallimentare per Atac avviato dalla giunta Raggi. Per gli addetti di Sigma e Saima – continua Piccolo – le aziende che gestiscono per conto dell’azienda capitolina le macchinette che emettono i biglietti, si è dato corso alle procedure di licenziamento a causa dei mancati pagamenti. Gli stipendi dei dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico da questo mese saranno trattati come debito pregresso – aggiunge – e quindi accreditati come anticipazione, in attesa delle decisioni del tribunale fallimentare. All’incertezza delle procedure si aggiungono i timori per i posti di lavoro nelle aziende dell’indotto e le possibili decurtazioni agli stipendi dei dipendenti Atac”.

Una situazione “sempre più critica  che avvalora la nostra richiesta di ritiro della procedura di concordato. Avviare da subito un tavolo di concertazione con Regione e Governo per accedere all’amministrazione straordinaria delle grandi aziende in crisi, redigere un serio piano industriale ed ottenere maggiori possibilità di investimenti può ridare fiducia e certezze ai lavoratori e un servizio di qualità ai cittadini romani”, conclude.

Intanto si conclude ufficialmente il primo passo verso il salvataggio di Atac. Il Tribunale di Roma ha infatti accolto oggi la domanda di concordato preventivo presentata dalla Società lo scorso 18 settembre 2017, avviando a tutti gli effetti il procedimento per la presentazione della proposta definitiva di concordato corredata del Piano e degli ulteriori documenti previsti dalla legge. Il termine concesso è di 60 giorni e si compirà in data 27 novembre 2017.  Con l’accoglimento della domanda, la Società può riprendere la piena operatività aziendale, nel rispetto dei criteri di amministrazione ordinaria e straordinaria definiti dalla procedura.

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