Atac: concordato all’ultimo miglio, un mese per non morire

Presentata la documentazione integrativa al Tribunale. L'ottimismo di Simioni

Per molti era il D-Day di Atac. Ma forse per il vero giorno del giudizio bisognerà attendere ancora un po’. Questa mattina si è infatti tenuta presso il Tribunale fallimentare di Roma l’attesa udienza sul concordato preventivo di Atac. Nella sede di via delle Milizie è entrata un’ampia delegazione per consegnare ai giudici le integrazioni al piano di concordato già presentato in precedenza e su cui il Tribunale aveva fatto rilievi e segnalato criticità.

Tra i presenti anche il presidente di Atac Paolo Simioni, che si è detto fiducioso sull’esito del concordato.  La delegazione ha consegnato il nuovo piano per il concordato, come viene chiamato a Palazzo Senatorio, che punta a superare le criticità precedentemente evidenziate e a proseguire sulla strada indicata per il risanamento dell’azienda dei trasporti di Roma, gravata da circa 1,3 miliardi di debiti. Formalmente l’udienza aveva ad oggetto la revoca del piano di concordato e invece è stata l’occasione per integrare il piano spera con questa nuova documentazione di scongiurarla. Bisognerà attendere circa un mese prima della pronuncia del Tribunale.

“Sono molto fiducioso, abbiamo presentato una documentazione che riteniamo necessaria per rispondere a tutte le domande e ai chiarimenti che erano stati rischiesti” ha commentato Simioni, al termine dell’udienza presso la sezione fallimentare del Tribunale di Roma per il deposito di nuovi documenti per la procedura di concordato preventivo dell’azienda. A chi gli chiedeva una scadenza per ottenere risposte dal Tribunale, Simioni ha replicato: “Penso un mese”. E Angela Sansonetti, componente del cda Atac, ha aggiunto “Bisogna lavorare per il risultato, ci sono tutte le indicazioni affinché questo piano passi. Siamo molto fiduciosi, abbiamo fatto il massimo, stiamo lavorando per la città e per il salvataggio totale di Atac.

 

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