Atac, aperta inchiesta sui biglietti elettronici

L’accertamento si basa sull’esposto presentato nei giorni scorsi dai parlamentari di Idea Andrea Augello e Vincenzo Piso

La procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine senza indagati e senza ipotesi di reato sull’appalto della bigliettazione elettronica dell’Atac. L’accertamento si basa sull’esposto presentato nei giorni scorsi dai parlamentari di Idea Andrea Augello e Vincenzo Piso che hanno chiesto di approfondire i rapporti tra il Movimento 5 Stelle e la società “Conduent”, di cui ha parlato l’ex direttore generale della municipalizzata Bruno Rota. L’inchiesta è stata affidata al pm Giorgio Orano. Non è però l’unico fascicolo di indagine della procura di Roma su Atac. Nel mirino dei magistrati sono finiti infatti sia gli appalti sia il debito.

Si va dai circa 350 euro per guanti foderati in jersey ai 24 milioni per tre commesse di manutenzione annuale dei convogli per le linee della metropolitana A e B. Ma i fari investigativi dei pm hanno riguardato anche il debito accumulato da Atac, circa 1 miliardo 400 milioni di euro. Una voragine che la procura ha analizzato dopo che sono stati sollevati dubbi dai revisori contabili. Perché, tra l’altro, risulta un deficit pari a 141 milioni per il 2014, mentre un passivo di 58 milioni nei primi mesi del 2015. A questo si aggiunga il crollo della bigliettazione (-10%) e dei parcometri (-12%).

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