Atlantia, ora anche i lavoratori si schierano contro Di Maio

Dopo l'Ilva anche un altra fetta di lavoratori si mette contro il ministro e vicepremier. Ha senso attaccare in questo modo le aziende?

Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio

In fin dei conti ballano 60 mila posti di lavoro e non sono pochi di questi tempi. I lavoratori di Atlantia alzano il muro a difesa della società dei Benetton che gestisce attraverso Adr gli scali di Ciampino e Fiumicino, finita nel mirino del vicepremier nei giorni della distruzione di quel che resta del Ponte Morandi di Genova. “Basta con dichiarazioni che rischiano di danneggiare la stabilità di una delle poche aziende solide del Paese.

Il Ministro Di Maio si occupi invece di risolvere le centinaia di crisi aziendali già in atto, per salvaguardare economia ed occupazione del Paese, come ad esempio Alitalia, che da oltre due anni è in amministrazione straordinaria.”. A dichiararlo sono stati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti nazionali, che proseguono. “Procurare con dichiarazioni senza senso la crisi di una grande azienda come Atlantia, finanziariamente e industrialmente sana, quotata in Borsa e certamente non decotta, equivale anche a mettere a repentaglio le condizioni di migliaia di lavoratrici e lavoratori che quotidianamente vi operano con grande professionalità, assicurando la circolazione a milioni di auto e camion, da Nord a Sud del Paese”.

Dopo il lavoratori dell’Ilva, in stato di agitazione all’indomani della minaccia dei proprietari di Arcelor Mittal di andarsene dopo la revoca dell’immunità penale ad opera del medesimo M5S, ora dal mondo del lavoro giunge un altro attacco al governo. “L’attenzione del Ministro e l’azione del governo andrebbero piuttosto riposte sulle concessioni autostradali nel loro insieme, per migliorarne la rete ed il sistema complessivo rendendole più sicure, efficienti e meglio collegate ai territori e al resto delle infrastrutture del Paese, assicurando la qualità del lavoro e la continuità dell’occupazione dei lavoratori. Ora ci aspettiamo che responsabilmente il governo ritiri quanto dichiarato, per ristabilire tranquillità ai mercati e stabilità ad Atlantia”.

Duro anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “La giustizia deve fare il suo corso e bisogna avere piu’ attenzione al linguaggio, parliamo di un’azienda quotata. Occorre recuperare buon senso e pragmatismo da parte di tutto il governo. Non andiamo da nessuna parte con queste dichiarazioni”.

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