Coronavirus, decreto ma con buco. Il caso del bollo auto

Tra tutte le sospensioni di tasse, manca quella che riguarda milioni di italiani: il bollo auto

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e segretario Pd

Il governo ha varato il cosiddetto decreto Cura Italia, a tutti gli effetti una vera e propria manovra per supportare cittadini ed imprese per l’emergenza Covid-19. Ma c’è un buco. Il Dl metterà in moto flussi economici per oltre 300 miliardi di euro, con conseguente scostamento sul deficit. Il provvedimento è una misura eccezionale, per un evento e una crisi nazionale e mondiale parimenti eccezionali. Il decreto tocca tutti gli ambiti colpiti dall’emergenza e un capitolo significativo è dedicato alla sospensione dei pagamenti e alla proroga di molti adempimenti fiscali.

Vista l’emergenza sanitaria che si unisce per molti cittadini all’emergenza lavorativa, il rinvio dei pagamenti è stato accolto con grande favore. Il decreto ha però trascurato il rinvio di una tassa pagata da cittadini ed aziende, piccole o grandi che siamo: parliamo del pagamento della tassa automobilistica, meglio nota come Bollo Auto.

Il “bollo” deve essere pagato indipendentemente dall’utilizzo o meno del mezzo, cosa peraltro oggi quasi impossibile a causa del contenimento degli spostamenti dettato dall’emergenza Coronavirus. La tassa auto è ad appannaggio delle Regioni e delle Province Autonome, ed alla fine del mese di marzo circa il 6% dei proprietari di veicoli dovrà effettuare il versamento pena l’applicazione di gravose sanzioni e altrettanto avverrà nel mese di aprile.

Le conseguenze dell’attuale situazione di emergenza sull’attività delle imprese e sulle tasche dei cittadini non è prevedibile oggi e non è possibile far fronte a tutti i pagamenti. E allora? Pare quindi ragionevole che il decreto possa essere integrato da una misura che preveda il differimento delle prossime scadenze del bollo auto preferibilmente con ulteriori opzioni come la rateizzazione o il pagamento in più tranche.

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