Caos Tari, per Ama un tesoro da 723 milioni

Tanto vale per l'azienda il contratto di servizio basato sulla tariffa per i rifiuti. Ma lo scandalo delle aliquote può giocare un brutto scherzo

Nel caos della Tari c’è un’unica certezza. Che per Ama la tariffa sui rifiuti finita nella bufera a causa della aliquote sballate che ne hanno gonfiato l’importo da versare, rappresenta la quasi totalità dei ricavi della municipalizzata. In pratica, senza il versamento della Tari, Ama salterebbe.

Guardando al conto economico dell’azienda, nel bilancio 2016, le entrate da contratto di servizio per l’igiene urbana si attestano sui 723  milioni di euro, su un monte ricavi da 809 milioni. Contratto con il Campidoglio che sta in piedi proprio sulla tariffa dei rifiuti stabilita dallo stesso Comune. Dunque, dal versamento della Tari, dipende il destino di Ama.

Ma che cosa succederebbe se per esempio i romani smettessero di pagare la Tari? Un bel disastro. Eppure, se continuerà l’andazzo, per Ama potrebbero essere dolori. Tanto per cominciare, secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra (qui il documento), a Roma si paga la tariffa tra le più salate in Italia: una media di 260 euro pro-capite, contro le 330 di Venezia e le 299 di Cagliari. Solo che, nonostante il salasso in bolletta i rifiuti continuano a invadere le strade.

Secondo, il caso esploso in questi giorni a causa di delibere del Campidoglio che puntualmente dimenticano da anni di indicare le aliquote per le case, ha ulteriormente aumentato la tensione. Le famiglie infatti non sanno se la Tari che stanno pagando è giusta oppure no. Potrebbe essere molto più del dovuto, con Comuni che incassano extra sui versamenti di ogni famiglia. Un bel guaio, che verrà, forse, risolto solamente nelle prossime ore dal Tesoro, che sta ricalcolando le aliquote, città per città.

Tanto per dare l’idea, come raccontato pochi mesi da da Radiocolonna.it, secondo alcuni calcoli della Cna poco meno di 19 mila imprese (18.900 per la precisione) a Roma e dintorni hanno pagato circa 15 milioni di euro l’anno in più per la tassa sui rifiuti, per un totale nel periodo 2013-2017 di 60 milioni di troppo entrati nelle casse di Ama.

Molte famiglie hanno già chiesto il rimborso al Comune di appartenenza e molto presto anche il Campidoglio potrebbe ritrovarsi a fronteggiare tali richieste. Magari togliendo risorse da qualche altra parte. Un bel guaio.

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