Casapound, Raggi: Gualtieri parla a vanvera, io unica a chiedere sgombero

Sindaca: è confuso, non può guidare Roma

Il palazzo di via Napoleone III, sede storica del movimento Casapound

Sale lo scontro della campagna elettorale per la corsa al Campidoglio. Ed e’ per lo piu’ interno ai concorrenti dell’area progressista. Roberto Gualtieri, candidato del Pd alle primarie del centrosinistra, Carlo Calenda di Azione e Virginia Raggi, sindaca uscente del M5s, hanno animato oggi un acceso botta e risposta su gestione dei rifiuti e sgomberi di occupazioni abusive.

Ad aprire il confronto e’ stato Gualtieri: a Calenda ha chiesto di spiegare, nell’ambito del programma per la gestione del ciclo dei rifiuti, di chiarire la sua posizione sui termovalorizzatori nel Lazio; a Raggi invece ha imputato di non aver sgomberato lo stabile occupato da Casapound in via Napoleone III a Roma.

In una trasmissione televisiva Gualtieri, parlando degli sgomberi e dell’immobile occupato da Casapound nel quartiere Esquilino, ha sostenuto: “Ho firmato per lo sgombero di Casapound da ministro dell’Economia, ma Raggi non ha ancora agito”.

La replica della sindaca M5s non si e’ fatta attendere. “Sono stata io a scrivergli chiedendo di sgomberare l’edificio che era nella disponibilita’ del ministero che lui stesso guidava. Prima di me, nessuno neanche parlava dello sgombero di Casapound. Ricordo, invece, che quando sono andata con gli uomini di polizia capitolina e Questura per poter almeno rimuovere la scritta ‘Casapound’ sulla facciata del palazzo, unica attivita’ che la legge consente al sindaco, Gualtieri era assente”, ha dichiarato Raggi. La sindaca ha poi ribattuto sulle competenze: “Gualtieri dimostra di non avere alcuna competenza per guidare Roma: non ha idea di come si governi un Comune. Imputa al sindaco le responsabilita’ del piano sgomberi: dovrebbe sapere, ma evidentemente non lo sa, che il piano non viene realizzato dal sindaco ma concordato all’interno di una cabina di regia con Prefettura, Forze dell’ordine, Enti locali e Ministeri. Quelle riunioni alle quali non ha mai partecipato, altrimenti avrebbe evitato di fare una gaffe su Casapound”.

Altro argomento, stessa scena. In un tweet, commentando un’immagine in cui Calenda elencava gli impianti per i rifiuti che vorrebbe realizzare a Roma, Gualtieri ha scritto: “Quindi hai gia’ cambiato il tuo programma? Peccato una volta che eravamo d’accordo. Acea ha gia’ due termovalorizzatori nel Lazio sufficienti con il 70 per cento di differenziata: costruirne un altro e’ contro il piano regionale e richiede anni: meglio prevedere impianti piu’ avanzati di recupero”. Immediata la replica: “Felice tu stia studiando sui nostri programmi. Dov’e’ il tuo? – ha risposto Calenda -. Qui parliamo degli impianti nuovi che vogliamo realizzare, abbiamo sempre detto che si potenzia il termovalorizzatore gia’ esistente di San Vittore. Dov’e’ il secondo termovalorizzatore Acea nel Lazio? Terni e’ in Umbria”. E ancora Gualtieri ha rilanciato: “Quindi anche tu non vuoi realizzare nuovi termovalorizzatori: pur di polemizzare con me e Regione hai scritto il contrario salvo correggerti. Pensavo sapessi che Acea a San Vittore ha due blocchi di termovalorizzazione per un totale di tre linee operative”. La discussione l’ha chiusa Calenda invitando lo sfidante a un confronto tv sul tema.

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