Cinghiali a Roma Nord, era solo questione di tempo

Anni di spazzatura non raccolta e cassonetti strapieni hanno favorito la colonizzazione delle aree verdi a Nord della Capitale. E la peste suina è arrivata

Alla fine era solo questione di tempo. Sono anni che Roma e, in particolar modo l’emisfero nord, è in balìa della spazzatura, della sporcizia, dell’incuria. Le crisi ambientali non si contano in questi ultimi anni. Naturale quindi che la natura si sia ribellata, sotto forma di invasione di cinghiali. I cassonetti strapieni, con la spazzatura sparsa tutto intorno non hanno fatto altro che preparare il terreno per un’emergenza che forse poteva essere evitata. Radiocolonna.it ha più volte raccontato i guai della Capitale, dal punto di vista della gestione dei rifiuti.

Chiarendo come la spazzatura sia un’esca naturale per tutti, o quasi gli animali. Per gabbiani, topi e cinghiali sicuramente. E così, ecco arrivati all’ok della Regione Lazio ha dato l’ok agli abbattimenti selettivi invocati anche dal sottosegretario alla salute Andrea Costa come deterrente per contenere la diffusione del virus della peste suina, portata proprio dai cinghiali. Di Roma Nord.

Due nuovi casi sospetti, infattisono stati individuati, su 16 campioni, nella stessa area interessata dalla zona rossa, decisa da un’ordinanza della Regione Lazio, e dove ieri è partita l’installazione di reti metalliche per contenere la discesa degli ungulati nei quartieri più urbanizzati di Roma nord. I campioni sospetti verranno inviati all’Istituto zooprofilattico di Perugia per la definitiva conferma.

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