Crik Crok si salva. Con una donna

Lo storico marchio romano si prepara a una seconda vita visto che è stato rilevato da una giovane imprenditrice romana, Francesca Ossani, che ha dato il via ad un processo di risanamento

Oltre 150 posti di lavoro salvati e così 500 agenti in tutta Italia. Un nuovo futuro per un marchio molto amato dai bambini: quello delle patatine Crik Crok, brand di snack salati famoso in tutto il mondo (è nato nel 1949) con sede in provincia di Roma a Pomezia. Adesso lo storico marchio si prepara a una seconda vita visto che è stato rilevato da una giovane imprenditrice romana, Francesca Ossani, che ha dato il via ad un processo di risanamento, in modo da far scrivere all’azienda un nuovo capitolo della sua storia. Dopo la cessione nel 2016, concordata con il fratello, di alcuni importanti beni di famiglia, Francesca Ossani intraprende la personale missione di voler acquisire un’azienda in difficoltà per rilanciarla, così da poter dimostrare ai figli “che il lavoro è un valore imprescindibile”, spiega.

“Crik Crok è un marchio storico italiano e nella attuale realtà economica rappresenta un asset di valore non solo dal punto di vista economico e di mercato, ma anche sociale: sede e produzione sono in Italia. Oggi Crik Crok affronta una nuova sfida presentando una linea di prodotti completamente rivista. Dopo un’attenta valutazione dei continui cambiamenti del mercato e dei trend di consumo emergenti, siamo orgogliosi di offrire una gamma di prodotti più chiara, riconoscibile e completa con un’immagine grafica del brand e delle confezioni completamente rinnovata”

Il percorso di acquisizione del marchio Crik Crok, si è rivelato più pesante di quello che sembrava al principio ma alla fine il marchio è stato acquisito con tanto di messa a punto di un nuovo modello industriale capace di competere in un mercato, quello della grande distribuzione, che non fa sconti a nessuno.

Dopo due anni di delusioni, vertenze e immissioni di denaro, Crik Crok è sostanzialmente passata di mano. In data 3 maggio 2019, infatti, il Tribunale di Velletri ha emesso il decreto di omologa del concordato preventivo presentato dalla società Ica Foods, ex controllante del marchio. La domanda di concordato preventivo – presentata nel giugno 2017, dopo che gli era stata respinta la prima del 2015 – è basata essenzialmente sulla proposta irrevocabile per l’acquisto del ramo d’azienda Crik Crok da parte di AT Srl, di proprietà di Francesca Ossani, che ha quindi rilevato la partecipazione di controllo nella Ica Foods

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