Disservizi e debiti, le spine di Alitalia-Ita

L'Enac mette nel mirino i disservizi di Alitalia nei bagagli, mentre la situazione dei debiti verso i gestori si fa insostenibile

La protesta dei lavoratori Alitalia

Doppia tegola sull’ormai quasi ex Alitalia, ora Ita. Primo, in merito ai disservizi Alitalia nella gestione bagagli causati dallo stato di agitazione dei lavoratori che chiedono garanzie sul futuro in seguito al lancio della newco di Stato, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile sta seguendo l’evolversi della situazione per prevenire ulteriori disagi ai passeggeri. L’Ente ha infatti “chiesto ad Alitalia di informare i passeggeri, prima del volo, nel caso in cui siano a conoscenza che potrebbero esserci disguidi nella gestione dei bagagli da stiva. Un’informazione preventiva limiterebbe anche assembramenti nei pressi dei nastri per la riconsegna bagagli e nei Lost&Found degli aeroporti”.

L’Enac, nel continuare a monitorare la situazione nelle prossime settimane, 2ha invitato anche i passeggeri a informarsi con l’Alitalia prima di recarsi in aeroporto e a limitare, se possibile, l’imbarco di bagagli da stiva. Con l’occasione l’Enac ha ribadito, come da propria Mission istituzionale, la centralità della tutela dei diritti del passeggero nel sistema dell’aviazione civile liberalizzato”.

Ma non è tutto. C’è anche la mina dei debiti. “Il sistema aeroportuale vanta verso Alitalia crediti non più sostenibili”, ha detto il presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, aggiungendo che la compagnia in amministrazione straordinaria da tempo non paga i gestori. “La comprensibile volontà di favorire la nascita della compagnia nazionale di riferimento e di gestire al meglio una grave crisi occupazionale – ha detto Borgomeo durante l’assemblea dell’associazione – non può tuttavia sottovalutare la situazione di difficoltà degli aeroporti, anch`essi impegnati in una complicata opera di ripartenza e di salvaguardia di migliaia di posti di lavoro. Non si può continuare ad ignorare che il vettore da tempo non paga i gestori aeroportuali e che i crediti hanno assunto dimensioni non più sostenibili”.

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