Elezioni 2021/ Michetti: dai rifiuti ai bus, ecco il mio piano

"Non ho nessuna verifica da parte della Corte dei Conti"

“È raro trovare una coalizione così ampia che sostenga un candidato civico. Farlo per la sfida che riguarda Roma, con tutto quello che rappresenta – un unicum nella storia del mondo cui dovremmo restituire il ruolo di Caput mundi – è un fatto politico, nel senso più alto del termine. Di questo ringrazio Giorgia Meloni – colei che mi ha presentato a tutta la coalizione – e con lei Matteo Salvini, Antonio Tajani, Giovanni Toti, Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa. Tutto il centrodestra nella sua versione più vasta che ha deciso di sostenere me e una donna di grande esperienza come la dottoressa Simonetta Matone. Senza dimenticare un alleato e terzo elemento del tris: quel vulcano di Vittorio Sgarbi…”. Così Enrico Michetti, in una intervista a Libero.

Smentisce quindi una inchiesta della Corte dei Conti sugli affidamenti di alcuni suoi servizi agli enti pubblici: “Non ho nessuna verifica da parte della Corte dei conti! Sono notizie che non mi riguardano”.

Sul saluto romano poi precisa: “Quando Cesare passava in rassegna le sue truppe lo faceva con la mano aperta e le falangi ben distanziate. E la mano aperta significava venire in segno di pace. Parlavo di questo: la mia era un’analisi tecnico-storica del saluto. Poi erano i primi mesi della pandemia e mi si chiedeva ‘ma rispetto alla stretta di mano come lo definirebbe’? Io ho semplicemente risposto: più igienico, non c’è contatto. Anche la scienza potrebbe convenire sul saluto che si faceva nell’antica Roma”. Sul suo essere indicato come un “radio tribuno” poi replica: “È il complimento più grande che mi si possa fare. Il tribuno della plebe era sacro e inviolabile. Ed era il vero rappresentante del popolo” e “chi ha fatto la prima riforma agraria, la riforma più importante dell’epoca repubblicana?”, “riuscire a fare oggi un centesimo di ciò che hanno fatto i Gracchi significherebbe conquistarsi un piccolo posto nella storia”.

Quindi traccia il suo programma di priorità: “Occorrerà spingere sulla raccolta differenziata, oggi indietro su tutti i parametri. Ciò non è nulla se non si predispongono gli impianti per il riutilizzo, il riciclo, il riuso: che significa mettere in cantiere tutto quel ciclo virtuoso che trasforma il rifiuto in prodotto. Ma per questo servono gli impianti, la pianificazione: che vuol dire trovare le aree, polverizzandoli su tutto il territorio. E poi devono ‘arrivare’ i trasporti, come dicono i romani: occorre implementare il trasporto collettivo. Ossia nuove metropolitane, non solo su carta, e il prolungamento della metro in superficie. Infine attenzione alla sicurezza. Non solo davanti i ‘biglietti da visita’, le stazioni oggi terra di nessuno, ma piazza su piazza. Occorre portare il centro in periferia”, “mi stanno a cuore le periferie, la zona sub-urbana, il centro di Roma. L’interesse collettivo non si può fare per classi o per categorie. E gli abitanti del centro non debbo lusingarli con delle promesse ad personam ma assicurando rioni storici puliti, ordinati, fruibili. Perché del centro di Roma deve godere tutta la città”.

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