Sindaci di Roma

In ottobre se la pandemia che sta sconvolgendo l’Italia sarà stata sconfitta o avrà attenuato i suoi disastrosi effetti, i cittadini di Roma saranno chiamati alle urne per eleggere sindaco, consiglio comunale e presidenti ed assemblee di molti  municipi. Il mandato di Virginia Raggi e della sua giunta pentastellata sta infatti giungendo al termine naturale della consiliatura e quindi si tornerà a votare per le nuove amministrazioni cittadine.

In vista di questo importante appuntamento, abbiamo ritenuto opportuno fare una breve cronistoria della vita comunale di Roma, in particolare dei sindaci che hanno guidato la città dall’immediato dopoguerra ad oggi, attraversando periodi molto diversi tra di loro, ovvero quelli della ricostruzione dopo i disastri della Seconda guerra mondiale, del boom economico, delle lotte sociali, delle contestazioni, del terrorismo, dell’edonismo reaganiano fino ai giorni nostri, quelli dell’elezione diretta dei sindaci da parte dei cittadini a partire dalla fine del 1993.

Una storia travagliata che ha conosciuto successi ed insuccessi, scandali e polemiche, attraverso le varie ere nelle quali si possono suddividere i quasi 77 anni della storia cittadina, dalla liberazione di Roma da parte degli angloamericani ad oggi.

I sindaci nella storia della Capitale

La nostra storia prende le mosse dal primo sindaco eletto, il democristiano Salvatore Rebecchini (5 novembre 1947), anche se prima del suo avvento in Campidoglio alla guida della Capitale si erano succeduti Roberto Bencivenga (commissario per soli sei giorni, ovvero dal 4 al 10 giugno 1944), il principe Andrea Doria Pamphili (sindaco dal 10 giugno 1944 al 12 dicembre 1946 su nomina degli alleati) e Mario De Cesare (commissario dal 28 dicembre 1946 al 4 novembre del 1947).

Come detto, abbiamo diviso la storia di questo periodo – nel corso del quale abbiamo avuto 17 sindaci, 8 commissari e 6 assessori anziani – in base ai “colori” delle varie amministrazioni che si sono succedute nel tempo. Per la nostra suddivisione possiamo quindi parlare di:

ERA DEMOCRISTIANA, che copre un arco temporale di circa quattordici anni, ovvero dalla fine del 1947 al 1961;

ERA DEL CENTROSINISTRA, che parte dal 1962 per arrivare al 1976, ovvero un periodo anch’esso di 14 anni;

ERA COMUNISTA, nove anni (da metà 1976 a metà 1985);

ERA DEL RITORNO DEL CENTROSINISTRA, quasi otto anni (dal 31 luglio 1985 al 19 aprile 1993);

ERA ELEZIONE DIRETTA DEL SINDACO, che inizia il 5 dicembre 1993 con Francesco Rutelli, e prosegue ancora oggi. Un periodo che ha conosciuto amministrazioni di centrosinistra, di centrodestra e, ai giorni nostri, del M5S. 

Come detto, tra non molto, a Roma si tornerà a votare per eleggere il 18.mo sindaco della Capitale. Ci auguriamo che ci sia un’ampia partecipazione alle urne per dare un mandato forte a chi reggerà la città per il prossimo quinquennio. 

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