Grazie all’Ue i rider diventano dipendenti. Orlando: “Anche l’Italia farà la sua parte”

Già nel maggio scorso circa 3mila rider erano stati assunti con contratto subordinato dalla piattaforma Just Eat, ma l'accordo non aveva soddisfatto tutti

(immagine repertorio)

 

È attesa per domani, mercoledì 8 dicembre, la direttiva dell’Unione Europea che porterà al riconoscimento del lavoro dei rider – i lavoratori delle piattaforme digitali come Uber e Deliveroo – come subordinato. Nello specifico – spiega il sito Lavorosì – il Commissario per l’occupazione e gli affari sociali UE intende mettere ordine alla qualifica del rapporto di lavoro mediante piattaforma digitale, fino a oggi inquadrato con formule contrattuali diversi ma spesso sotto il profilo del lavoro autonomo.

Secondo l’associazione per lo Sviluppo del Lavoro la Commissione UE “ha preso spunto dal modello già presente in Spagna e da diverse sentenze emesse da diversi tribunali europei. Il riconoscimento del lavoro subordinato, infatti, è avvenuto attraverso il contenzioso legale in diversi paesi europei come Francia, Germania e Spagna. In Italia, dopo diverse sentenze di merito dei tribunali , la legge 2.11.2019, n. 128 ha riconosciuto a questi lavoratori tutte le tutele del rapporto di lavoro dipendente qualificando il rapporto di lavoro come collaborazioni etero-organizzate”.

Dopo il via libera del Consiglio Ue all’avvio dei negoziati per l’introduzione del salario minimo europeo, la Commissione europea disporrà quindi un pacchetto di interventi dedicati alla tutela dei rider. “Non possiamo che essere soddisfatti di questa risposta tempestiva” e “integreremo con strumenti nazionali anche il percorso che si va definendo a livello europeo”, ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Nei giorni scorsi l’Italia, insieme ad altri Paesi europei, aveva scritto una lettera a Bruxelles per sollecitare un’iniziativa comunitaria per disciplinare queste categorie di lavoratori.

“L’Italia – ha spiegato Orlando – è già intervenuta con un protocollo per contrastare il caporalato, che non riguarda purtroppo solo l’agricoltura ma anche settori tecnologicamente avanzati, ma questo non è sufficiente”.

Già nel maggio scorso circa 3mila rider erano stati assunti con contratto subordinato dala piattaforma Just Eat, che si era impegnata ad assumere con questa modalità gran parte dei propri fattorini. Ma l’accordo siglato lo scorso 29 marzo tra l’azienda danese delle consegne di cibo a domicilio e Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, come Radio Colonna ha raccontato qui, non aveva soddisfatto tutti. Fuori dai sindacati in tanti hanno vissuto l’accordo come fumo negli occhi. Emanuela, romana di 37 anni, lavora per due piattafome, Just Eat e Deliveroo, un doppio lavoro che con il nuovo contratto non sarebbe possibile. “Mi hanno già chiamato 12 volte per propormi di firmarlo, ma io non lo farò mai, voglio rimanere autonoma”. Emanuela gestisce un gruppo WhatsApp di oltre 100 rider capitolini che la pensano come lei.

 

 

 

 

 

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