Il 110 per cento è stato una misura anticiclica straordinaria, utile in una fase economica eccezionale. Il problema non è lo strumento come era stato originariamente concepito, ma le successive proroghe e gli allargamenti della platea che sono stati alla base dello sforamento rispetto alle risorse stanziate”. Lo ha detto al “Sole 24 Ore” il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che da ex ministro dell’Economia del governo Conte-2 è tra i ‘padri’ del Superbonus oggi nuovamente al centro del dibattito pubblico, dopo che il governo ha deciso che per i bonus edilizi non non potrà più essere utilizzata l’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito al posto della detrazione.
Numeri alla mano, Gualtieri traccia un bilancio analitico della misura. Alla luce dell’impatto sui conti pubblici largamente superiore alle previsioni, rifarebbe il Superbonus: “Sì. È stato un tassello di una strategia di politica economica più ampia, che nel complesso ha determinato una crescita formidabile del Pil e un aumento altrettanto rilevante delle entrate, salvando il tessuto sociale, produttivo e finanziario. Occorre tornare alla primavera del 2020. Per il lockdown il Pil era crollato del 18 per cento”.
“Era necessario – conclude il sindaco – dare una spinta alla crescita e questo non poteva avvenire solo con ristori e sussidi: bisognava sostenere subito una componente fondamentale della domanda aggregata come gli investimenti e decidemmo di puntare sugli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e sul potenziamento di Industria 4.0. Lo stanziamento per il 110 per cento fu di 14,5 miliardi in 5 anni, che grazie al meccanismo dell’incentivo potevano scaricarsi tutti a terra immediatamente”.
L’ex ministro racconta inoltre che “nella nostra visione si trattava di una misura temporanea, che sarebbe terminata nel 2021 e non avrebbe dovuto essere prorogata perché dal 2022 sarebbero arrivati il Pnrr e gli altri copiosi investimenti pubblici messi a bilancio”. Per quel che riguarda invece l’intervento del governo Meloni: “È inevitabile, altrimenti sarebbe necessaria una pesante manovra correttiva nel 2023, anche se è sicuramente possibile qualche miglioramento, in particolare sul Sismabonus, con l’obiettivo mettere in sicurezza soprattutto gli interventi di ricostruzione per il terremoto”.
Ma al di là dell’emergenza, è difficile conciliare le esigenze della transizione ecologica rilanciata anche dalla Ue con quelle dei conti pubblici: “Occorre stabilizzare su livelli più sostenibili gli incentivi all’efficientamento energetico e focalizzarli di più sul fotovoltaico, concentrando gli interventi più generosi sul patrimonio dell’edilizia pubblica. Proprio oggi a Bruxelles – conclude Gualtieri – incontrerò insieme ad altri sindaci la commissaria all’energia per chiedere maggior sostegno ai Comuni su questo fronte”.