Guerra e Covid19, un terzo dei romani in difficoltà per la casa

Emergenza abitativa in crescita, quaderno di Caritas italiana sul Pnrr: “Poca attenzione ai ceti meno abbienti”

Il tricolore sui ponteggi delle case Ater a Tor Bella Monaca

Quasi un terzo dei romani ha difficoltà, per motivi economici, a sostenere le spese di gestione della casa, a cominciare dall’affitto. Guerra in Ucraina e pandemia di Covid19 hanno inciso. Ora i fondi per l’abitazione ci sarebbero: per i piani urbani integrati a Roma spettano 330 milioni di euro, a questi vanno aggiunti per l’intera Regione Lazio più di 240 milioni che grazie al Pnrr andranno per il fondo complementare di riqualificazione degli alloggi per l’edilizia residenziale pubblica. Tutto questo riuscirà ad arginare il rischio sfratti?

La Caritas ha elaborato un quaderno proprio per capire come fare leva sul Pnrr. “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – si sottolinea  – non ha posto grande attenzione ne’ dato specifico spazio finanziario agli interventi per incrementare l’offerta abitativa, in particolare a basso costo, tuttavia il documento dedica risorse alla ristrutturazione del patrimonio di edilizia pubblica in condizioni precarie e ricorda la necessita’ di affrontare le urgenze delle persone senza fissa dimora e lo scandalo dei lavoratori stagionali in agricoltura. Il totale dei finanziamenti considerati nel presente Quaderno e’ pari a 13,95 mld, che con i fondi del Superbonus 110% salgono a 27,5 mld, da spendere entro l’anno 2026”. Tuttavia, l’assessore regionale alle politiche abitative Massimo Valeriani assicura: “Col Pnrr sarebbe

Ma l’attenzione all’edilizia residenziale pubblica, ci riferiamo alle case popolari, è limitata, anche se proprio oggi l’assessore regionale alle politiche abitative Valeriani assicura: “Col Pnrr avremo una grande possibilità”. Ciononostante, per Caritas, “data  l’impossibilita’ di risalire alla quota di alloggi pubblici che usufruiranno del Superbonus 110% (al netto del fondo complementare per l’ERP), ci si e’ concentrati maggiormente sui circa 14 miliardi di euro destinati a misure che riguarderanno (in parte) soluzioni abitative, ad esempio: alloggi per studenti (1 miliardo di euro di investimento), alloggi per anziani e disabili (500 mln per ciascun target), Housing per senza dimora (450 mln), programmi per l’abitare, piani urbani integrati e progetti di rigenerazione urbana (8,55 mld), riuso di beni confiscati alle mafie (300 mln) e, infine, superamento di insediamenti abusivi per lavoratori in agricoltura (272 mln)”.

 “L’analisi del contenuto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del suo Fondo complementare nonche’ delle loro prime misure attuative e operative – afferma quindi il Quaderno -, conferma la difficolta’ del nostro Paese nel confrontarsi con una politica per l’abitare che consideri con priorita’ le necessita’ dei ceti meno abbienti. Il settore delle politiche abitative necessita infatti da molto tempo di un insieme strutturato di interventi rivolto a una piu’ efficace regolazione dell’intervento pubblico per l’edilizia sociale e diretto a potenziare l’offerta verso le fasce deboli del mercato”. 

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