Mobilità: via le auto diesel dalla fascia verde di Roma. E i bus che fine fanno?

Dal primo novembre la stretta sui motori a gasolio. Il tema dei mezzi pubblici alimentati a diesel

Il Comune di Roma ha deciso: via le auto più inquinanti dalla fascia verde di Roma. Come riporta Repubblica, in un vertice di maggioranza che ha avuto luogo lo scorso giovedì, la giunta guidata da Roberto Gualtieri ha deciso di bandire migliaia di auto diesel Euro 3 o benzina Euro 2 da una parte consistente della città. Nello specifico, l’amministrazione ha intenzione di spedire 35mila lettere, 2mila rivolte a chi possiede auto inquinanti e vive nel centro di Roma e circa 33mila a chi vive in aree della città dove sono presenti le strisce blu. A chi garantisce di non sostituire l’auto destinata allo sfasciacarrozze, il Comune garantirà un abbonamento annuale gratuito al trasporto pubblico e voucher per bike sharing, monopattini e mobilità green. Chi vorrà continuare a suo rischio e pericolo a parcheggiare un’auto diesel Euro 3 o benzina Euro 2, rischia che gli venga portato via con il carroattrezzi. I prossimi step prevedono lo stop per i diesel Euro 4 a partire dal novembre 2023 e per i motori a benzina Euro 3 a partire dal novembre 2024. Per arrivare, infine, agli ingressi a pagamento nel centro storico a partire dall’8 dicembre 2024.

Radiocolonna da anni segnala l’incongruenza della politica romana sul tema del bando parziale ai motori diesel: mentre di decidono e si decidevano strette in tal senso, infatti, si sono continuati ad acquistare e ad utilizzare mezzi a gasolio.

A febbraio scorso il blogger Mercurio Viaggiatore segnalava dati di grande interesse: il 68% dei bus romani sarebbero diesel, di cui l’1% i vecchi diesel Euro3, il 28% bus a metano e ibridi e il 4% invece sarebbe rappresentato dai tram elettrici. Oggi il blogger si rivolge provocatoriamente al titolare della mobilità capitolina, Eugenio Patané, per chiedergli se tra due settimane spariranno dalla circolazione anche i circa duecento bus a gasolio Euro3 attualmente in circolazione.

Da anni la politica romana, come detto, mette in atto una tattica bivalente, restringendo il campo dei mezzi diesel ma continuando a servirsene. Un esempio plastico è il caso di quando la prima cittadina era l’attuale consigliera Virginia Raggi: mentre la sindaca grillina faceva proclami ecologisti e annunciava strette “green”, sotto la sua amministrazione si acquistava un pacchetto di circa sessanta mezzi a gasolio, annunciati erroneamente – salvo poi rettificare l’errore – come “mezzi a metano”.

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