Il Campidoglio al riassetto degli immobili

Parte il riordino degli immobili del Campidoglio, in tre fasi. Previsto anche il riaggiornamento dei canoni

Il Campidoglio va al riassetto del patrimonio immobiliare.  La Giunta capitolina ha infatti dato mandato al Dipartimento patrimonio e politiche abitative di aggiornare e superare il piano di riordino del patrimonio immobiliare indisponibile in concessione previsto dalla Delibera 140 del 2015, prevedendo anche l’applicazione di misure temporanee di salvaguardia che tengono conto delle criticità dell’emergenza sanitaria da Covid-19, consentendo alle realtà che svolgono attività importanti per la città, di proseguire le attività fino al termine delle procedure amministrative per la nuova assegnazione.

Nello specifico l’azione di riordino svolta dal Dipartimento procederà quindi secondo un cronoprogramma a tappe definite. Entro 18 mesi, si concluderanno le attività di verifica dei requisiti in capo agli utilizzatori degli immobili, delle attività e della coerenza delle stesse con quella prevista dal titolo originario di assegnazione e con il supporto di Aequa Roma (la partecipata della riscossione fiscale) si procederà alla verifica della regolarità contabile dei rapporti.

Poi, entro 3 anni si concluderanno tutte le attività di ricognizione e regolarizzazione amministrativa, compresi i sopralluoghi e la redazione di una due diligence con il supporto della società Risorse per Roma per le verifiche tecniche, urbanistiche, edilizie e catastali degli immobili. Questo intervento consentirà di ricondurre gli immobili già reimmessi nel possesso dell’Amministrazione o da riassegnare in concessione alla corretta destinazione edilizia ed urbanistica, attività che potrà essere attivata anche per gli immobili attualmente utilizzati, di aggiornare i canoni e individuare eventuali lavori di manutenzione straordinaria.

Infine, l’aggiornamento del cronoprogramma, nell’attesa di una ricognizione amministrativa e tecnica integrale, consentirà di salvaguardare il patrimonio scongiurando il rischio di occupazioni abusive oltre che il depauperamento e degrado degli immobili, scongiurando altri aggravi per le casse comunali anche causa di procedure contabili ed erariali.

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