Imprese, tra gas e inflazione il tempo stringe

Il presidente della Cciaa di Roma Tagliavanti lancia l'allarme sui settori industriali più esposti alla rincorsa dei prezzi

Presto che è tardi. Per le piccole e medie imprese romane il tempo stringe e la linea di non ritorno è sempre più vicina. Il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, non può non essere preoccupato. “Sono dieci i settori a maggior consumo di energia a Roma e comprendono 8.250 imprese. Sono quelle a maggior rischio”, spiega il numero uno di Piazza di Pietra, intervistato dal Corriere della Sera. “Il centro studi delle Camere di Commercio ha individuato le aziende energivore fra le metallurgiche e alimentari, chimica e prodotti di metallo, carta, apparecchiature elettriche, gomma e plastica, coke e tessile”.

“Analoga a quella nazionale è l’esposizione per le costruzioni, che sta fronteggiando un considerevole aumento dei costi. Parliamo del 14% del tessuto produttivo complessivo, che nell’ultimo biennio ha trainato la ripresa economica ma che ora ha un futuro incerto. Un rallentamento di questo comparto potrebbe incidere molto sull’economia romana perché non riguarda solo le costruzioni, ma tutta la filiera: dall’artigianato all’impiantistica. Se un costruttore va in difficoltà, anche i suoi fornitori vanno in affanno. Per questo è fondamentale difendere gli investimenti del Pnrr e del Giubileo e, se arriverà, di Expo 2030”, spiega Tagliavanti.

Intanto,  secondo le stime elaborate dall’Ufficio Studi della Federlazio e sulla base di una consultazione di un panel qualificato di imprenditori del territorio, l’aumento incontrollato dei prezzi dell’energia impatta in maniera pesantemente negativa sull’attività di almeno centomila imprese manifatturiere, commerciali e terziarie della nostra Regione. Inoltre, secondo calcoli effettuati dalla Cgia di Mestre su dati Terna, Arera, Eurostat e Gme, l’esplosione dei costi pesa nei bilanci delle imprese del Lazio per oltre 6,3 miliardi di euro. In questo contesto vi sono intere filiere industriali che rischiano concretamente di sospendere le proprie produzioni.

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