Inquinamento: la carta igienica ci soffocherà

Quei piccoli strappi di carta igienica, fanno parte del nostro quotidiano benessere. Oggi, invece, scopriamo che inquinano più dei gas di scarico delle auto.

carta igienica

 

Sembra un argomento ridicolo e sgradevole, nello stesso tempo. Ma l’abuso di carta igienica e soprattutto il suo smaltimento sono, da tempo,  nell’occhio del ciclone. Se da un lato è impossibile pensare di farne a meno dall’altro dobbiamo dar credito ai report (non solo di Greenpeace) che sollevano un problema che mai ci saremmo aspettati.

Se per vetro, plastica e ferro il consumatore che è in noi si sta notevolmente sensibilizzando, per quando riguarda la carta igienica siamo colti di sorpresa. Il tempo di smaltimento del ” rotolo” varia fra le 2 settimane e i 3 mesi. Un’infinità di giorni! Se poi ci aggiungiamo la carta da cucina, quella per asciugarci le mani, i tovagliolini, i fazzoletti per il naso si arriva ad una quantità annua pro capite incredibile. Si stima che nel 2016 ognuno di noi ne abbia consumata più di 9 Kg!

Se sempre più spesso nei bagni “pubblici” troviamo l’invito a non gettare nel WC altro che la carta igienica la ragione è presto detta. Tutti i prodotti sopra menzionati, per la loro resistenza, NON sono facilmente degradabili e questo li rende pericolosi per gli scarichi e per tutta la rete fognaria.

Per realizzare la carta igienica ahimè si deve usare la cellulosa e questo è sinonimo di abbattimento, senza fine, di foreste secolari. Disboscamento, scomparsa di alberi e di equilibri atmosferici solo per produrre un foglietto usa e getta. A pensarci bene è mostruoso!.

Più morbida e più stratificata è più inquina e più richiede sacrifici e smantellamenti alla natura.

Poche persone si rendono ancora conto del problema e ricorrono alla carta riciclata. Va detto che non è avvenente a vedersi e non è nemmeno così “confortevole”. Ma il suo colore tra il grigio e il marroncino testimonia che NON sono stati usati sbiancanti a base di cloro a sua volta altamente tossico e inquinante! Bisogna anche rivedere l’uso che facciamo del WC. NON è un getta rifiuti: no a lettiere per gatti, no a verdure scadute e rifiuti di cibo, no ai profilattici ne’ all’olio usato, no ai cotton fioc (ormai demonizzati) e guai ai dischetti struccanti…sono tutte cose che, giorno dopo giorno, formano i malefici fanghi di depurazione, difficili da smaltire se non dopo varie (e inquinanti) lavorazioni.

Alla luce di tutto questo ci sentiamo dei mostri che favoriscono ogni tipo di contaminazione, vero?Ma altrettanto vera e drammatica è la domanda che ne consegue: Allora come/cosa facciamo? Dimenticati i 10 piani di morbidezza come se ne esce? Diversi paesi hanno già reso obbligatorio l’uso del “bidoncino”. Fra questi: la Polonia, la Cina e la lavica Lanzarote. Paesi diversissimi come cultura e posizione geografica. Uniti, però, dal forte impegno per la salvaguardia del pianeta.

Molte nazioni stanno, invece, adottando i wc con doccetta che parrebbe risolvere il problema del momento. Se poi siamo fortunati nel nostro bagno c’è sempre il bidet o la doccia che ci consentono la super pulizia. Occhio però a non consumare troppa acqua e detersivi schiumogeni (inquinano).

Quindi, per il momento, a noi non resta altro da fare, per contribuire  alla protezione della Terra, che la scelta di usare sempre e solo carta igienica riciclata e di fare un passo avanti verso il rifiuto di tutti i materiali usa e getta.

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