La siccità politica di Roma

PD e M5s sono già in campagna elettorale e usano il razionamento dell'acqua nella Capitale come una sfida

conduttura dimenticata

 

Se già molti romani provano distacco dalla politica e sono delusi per il balbettante debutto dell’amministrazione Cinquestelle guidata da Virginia Raggi, la guerra dell’acqua fra la Regione e la municipalizzata Acea getta nel massimo sconforto. Tanto più che la notizia della Capitale Italiana che fra una settimana sarà in ginocchio per la mancanza idrica sta facendo il giro del mondo. Il tutto con la preoccupazione dei cittadini e l’infausto riflesso sul turismo.

E’ vero che la siccità sta creando seri problemi in tutto il Paese, tanto che il ministero dell’agricoltura si accinge a chiedere alla Ue la condizione di calamità naturale. Ma che proprio il primo segnale di emergenza per la popolazione parta dalla Capitale è quanto mai stravolgente e anche sospetto!!!

Tanto più che la gravissima scelta del razionamento dell’acqua (che dovrebbe partire fra una settimana e coinvolgere tutta la città, ospedali, palazzi del potere e vaticano compresi) vede contrapposti il partito di Renzi, ossia il Pd e il presidente della Regione Lazio, che esprime la maggioranza e dall’altro il M5s di Grillo, che amministra il Comune di Roma che a sua volta controlla la municipalizzata Acea , che fornisce appunto l’acqua ai romani.

Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, competente in materia ambientale, preoccupato dal calo del livello del Lago di Bracciano e per la fauna ittica che ci vive, non ha esitato a vietare, senza alcun preannuncio, all’Acea di aspirarne l’acqua dal prossimo 28 luglio. Il presidente dell’Acea, Paolo Saccani, ha risposto: “ubbidisco”, ma non ha esitato ad annunciare che, di conseguenza, razionerà l’acqua ai romani. Ora, la parola passa agli avvocati con la contenstazione della decisione.

Così Zingaretti accusa Saccani di facile terrorismo, dato che l’acquedotto braccianese costituisce solo l’8 per cento dell’approvvigionamento idrico. Saccani, a sua volta, rimprovera Zingaretti di eccesso di prevenzione ambientale, tenuto conto che l’aspirazione dell’acqua abbasserebbe il livello del lago soltanto di 1 millimetro e mezzo al giorno. Intanto la sindaca Virginia Raggi, dall’alto del Campidoglio, invita a trovare una soluzione prima del D day dello scandaloso razionamento.

Certo, dopo i rifiuti incontrollati, i trasporti penosi, la viabilità deturpata e il degrado infinito del Centro Storico, il razionamento dell’acqua farebbe “traboccare” la pazienza a chiunque. E non vale stavolta addebitare tutto alle precedenti amministrazioni. Se emergenza c’è davvero avrebbe dovuto avere il coraggio di denunciarla per tempo, quando si poteva ancora intervenire, ad esempio rattoppando gli acquedotti ed evitare la perdita del 30 per cento di acqua…!!!

Questo è un ulteriore pessimo scivolone della politica a pochi mesi dalla tornata elettorale nazionale che favorirà il partito dell’astensione. Tanto più, per quanto riguarda Roma, se il triste spettacolo di contrapposizione fra Acea/Comune e Regione con l’aggiunta della maxi lite che sta coinvolgendo tutti i partiti non troverà una soluzione.

 

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