Le imprese del Lazio danno il voto alla Raggi. Bocciata

Duro attacco del presidente di Unindustria Tortoriello. Città ferma, Atac simbolo di tutti i mali. Ben venga il referendum

Il murale dedicato alla sindaca Virginia Raggi tra vicolo Cellini e Corso Vittorio Emanuele II (foto OmniRoma).

Roma affonda e gli imprenditori lo sanno bene. E pazienza se il sindaco di Roma, Virginia Raggi, era assente all’assemblea di Unindustria, l’associazione confindustriale delle imprese del Lazio. L’attacco è arrivato duro e crudo. “Vorremmo trovare in chi governa quell’alto senso di responsabilità che impone la guida di una grande Capitale. Un credito di fiducia elettorale importante non può essere impegnato solo in operazioni di piccolo cabotaggio amministrativo. Sono gli stessi cittadini romani a descrivere una città ferma, intrappolata dalle sue consuete difficoltà, come riportato nell’ultima indagine sulla qualità della vita e dei servizi pubblici”, ha graffiato il presidente Filippo Tortoriello nella sua relazione introduttiva, 35 pagine intrise di brutti voti su Roma e la sua amministrazione.

“Unindustria ha sempre dimostrato grande rispetto per la politica, abbiamo riconosciuto alla sindaca la difficoltà della situazione in cui iniziava il suo mandato e ci siamo imposti un esercizio di riflessione molto paziente. Quest’attesa sembra essere vana e lo status quo ci preoccupa, non perché vogliamo contestare i singoli atti amministrativi o le mancate soluzioni a problemi atavici come decoro, rifiuti e trasporti. Ci preoccupa non aver ancora ascoltato un’idea chiara su come Roma dovrebbe diventare nei prossimi 20 o 30 anni. Manca la visione!”.

Il padre di tutti i mali romani? Atac, anche per gli imprenditori laziali di Unindustria, che hanno tirato la volata al referendum per la messa a gara del servizio pubblico, il prossimo 11 novembre. “È evidente come in questo scenario la nostra Capitale debba fare un grande salto di qualità che oggi risulta difficile da immaginare se pensiamo ad Atac. Il Comune si preoccupa troppo di essere l’azionista di riferimento e troppo poco di garantire un servizio di alta qualità ai suoi cittadini. Roma deve e può diventare davvero un paradigma di cambiamento della mobilità multi-modale perfettamente integrata”.

Di più. “Va ripensato il modo di muoversi nell’intera area metropolitana e regionale anche e soprattutto in una prospettiva di piena connessione con i grandi nodi logistici che può vantare. L’Aeroporto di Fiumicino è già porta d’ingresso internazionale per la regione e per l’Italia. Il Leonardo Da Vinci vede aumentare anno per anno non solo il numero di passeggeri trasportati, ma anche la qualità dei servizi offerti che lo classificano al primo posto in Europa”.

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