L’inflazione cambia il modo di spendere e consumare. Parla Colmenar (Unicoop)

Le tensioni inflazionarie dureranno ancora per molti mesi e gli effetti si stanno già vedendo. Ecco cosa succederà fuori e sugli scaffali

La parola ai territori. Unicoop Tirreno, fondata nel 1945 a Piombino (LI), è presente oggi con 96 punti vendita in Toscana, Lazio ed Umbria: è una delle sette grandi cooperative di consumo italiane, sotto l’insegna Coop, con circa 520mila soci e 3.500 dipendenti. Il suo fatturato nel 2020 è stato di 875,3 milioni di euro. Un ottimo megafono per capire come vanno e dove virano i consumi nei mesi della grande inflazione. Radiocolonna.it ha parlato con il direttore vendite di Unicoop Tirreno, Luis Colmenar.

Gli italiani stanno affrontando un rincaro generalizzato dei prezzi che sta mettendo a dura prova il loro potere di acquisto. Che cosa si aspetta per i mesi prossimi in termini di consumi?

Le tensioni inflazionarie dureranno ancora per molti mesi e gli effetti si stanno già vedendo. Tutti i canali stanno agendo e agiranno scaricando sui prezzi a scaffale questa tensione presente nel mercato degli acquisti. Nessuno potrà tenersi in pancia quello che quantitativamente non ricordiamo a memoria di professionista del settore. Nemmeno la crisi del 2008 è quantitativamente confrontabile e gli impatti sui bilanci familiari. Il consumatore dovrà ridistribuire il suo budget di spesa a disposizione. Se le spesse fisse rappresentate dalle bollette aumentano inesorabilmente il resto delle voci del budget familiare andranno riviste.

Non un quadro rassicurante. E sullo scaffale, che succederà?

Ovviamente tra queste voci si trova la spesa alimentare. Il consumatore cambierà sicuramente il suo mix di spesa andando a coprire tutti i suoi bisogni con dei prodotti più economici o rinunciando a certi beni o servizi non indispensabili. C’è da dire d’altro canto che il livello d’informazione a disposizione del consumatore è aumentato tantissimo e così la sua consapevolezza delle contromisure da prendere a difesa del proprio potere di acquisto.

La Cooperativa non può non rispondere alle esigenze delle persone e delle famiglie. Quali misure in campo da parte della cooperativa, soprattutto a Roma e nel Lazio?

Coop è al fianco di soci e clienti sempre più attenti e sensibili a quanto trovano sugli scaffali. Per questo Coop ha lanciato una rivoluzione per quanto riguarda il prodotto a marchio Coop. Arriveranno a scaffale progressivamente circa 5000 nuovi prodotti che innoveranno l’offerta del 50% andando a coprire interi segmenti di mercato un tempo non frequentati dalla marca di un supermercato ampliando significativamente le gamme già in essere per andare a rispondere ai sempre più specifici bisogni di soci e consumatori. La nostra marca privata si sta fortemente specializzando per andare incontro alle esigenze sempre più sofisticate di consumo. Riteniamo dunque che il naturale atteggiamento del socio e le nostre azioni commerciali sempre più centrate sulla nostra marca determineranno un efficace strumento di difesa del potere di acquisto e del valore del proprio carrello di spesa.

Ci sono altre iniziative in vista?

In una congiuntura economica così difficile i nostri soci e consumatori troveranno che il prodotto a marchio a scaffale è un bene rifugio. La migliore integrazione fra i valori di Coop e la convenienza, con dei prodotti Coop che permettono alle famiglie di risparmiare il 25-30% rispetto alla marca industriale. Allargare la presenza di Coop sullo scaffale significa offrire alle persone più libertà di scelta sia in termini di tipologia di prodotti, che di posizionamento di prezzo. Un valore certo di fronte a un’inflazione crescente che sta già determinando impatti negativi sul carrello della spesa, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. A ciò se aggiungono le campagne di convenienza per tutti i clienti e le promozioni riservate ai soci Coop.

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