Metro C: in legge di bilancio tagliati 1,2 mld. Ma Bignami promette nuovi fondi per completare linea

Un taglio, scrive il minisindaco del XV municipio, Daniele Torquti, che "renderebbe inutilizzabili anche i 900 milioni già disponibili per sbloccare la tratta oltre i Fori Imperiali, impedendo di conseguenza anche i lavori sulla tratta T1 fino a Farnesina e il collegamento C2 con tutto il quadrante nord della città"

I fondi per la metro C – spariti dall’ultima legge di bilancio – si troveranno. A dirlo è il viceministro delle Infrastrutture, Galeazzo Bignami. “Le rassicurazioni del viceministro Bignami – si legge in una nota dei gruppi consiliari in Campidoglio M5S e Lista Civica Raggi Ecologia e Innovazione – che promette si troveranno i fondi per la Metro C, non possono che farci piacere. Fa sorridere però che Bignami si chieda anche cosa abbia fatto Gualtieri quando era al ministero dell’Economia: su questo possiamo rispondergli noi. Il ministro Gualtieri ha sistematicamente frenato i finanziamenti al nostro progetto di espansione della tratta, forse perché non lo riteneva prioritario.  Ora, da sindaco, è arrivato il cambio di passo. Bene: gli auguriamo di non trovare nel ministero un interlocutore reticente quanto quello che abbiamo trovato noi”.

L’allarme sui fondi di 1,2 miliardi necessari spariti dall’ultima finanziaria era stato lanciato anche dal presidente del Municipio XV, Daniele Torquati. “Una scelta  -scrive il minisindaco – che se confermata in Parlamento renderebbe inutilizzabili anche i 900 milioni già disponibili per sbloccare la tratta oltre i Fori Imperiali, impedendo di conseguenza anche i lavori sulla tratta T1 fino a Farnesina e il collegamento C2 con tutto il quadrante nord della città. Un obiettivo ambizioso e complesso su cui però nell’ultimo anno l’amministrazione capitolina e il Municipio XV avevano ripreso a lavorare, per arrivare al tanto ambito traguardo di un’unica linea che potesse collegare le periferie della città passando per il centro. Un progetto che avrebbe finalmente garantito ai romani e ai tanti turisti un servizio dignitoso e adeguato a una capitale europea”, spiega ancora.

“Un lavoro che come amministrazione municipale – prosegue Torquati – abbiamo ripreso a due mesi dal nostro insediamento con un documento approvato all’unanimità in Consiglio che ribadiva la necessità di prolungare in tempi brevi la metro C fino alla stazione di La Giustiniana Fs. Un’unica tranche che potesse prevedere in parallelo i lavori sulle stazioni da Piazza Venezia fino a La Giustiniana per garantire un’unica linea metropolitana entro il 2030. Un atto approvato poi in Consiglio capitolino che impegnava il sindaco e la Giunta nel risanamento di Roma Metropolitane e appunto nel riavvio della progettazione definitiva della linea della Metro C. Come anche ha ricordato il presidente della Commissione Mobilità Giovanni Forti: La metro C resta l’unica infrastruttura strategica per la transizione ecologica dell’intera città; proseguire con il cosiddetto spezzatino con i lavori e l’apertura di poche stazioni ogni tre quattro anni è una strategia controproducente; quello che serve è lavorare in parallelo su tutta la linea in modo da concluderla il prima possibile. Questo garantirebbe a Roma Nord un collegamento che dal centro si sviluppa sotto il tessuto urbano dell’asse Cassia e si ricongiunge con la linea del ferro FL3 Roma – Viterbo. Un servizio diretto ai nostri cittadini, in grado di valorizzare finalmente le nostre periferie, ridurre il traffico e andare sempre più nella direzione di una mobilità sostenibile. Non possiamo permettere che questo non accada”, conclude.

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