Metro D, l’importanza della linea per Movete Roma

Il progetto di OQ mette sotto osservazione la mobilità del futuro della Capitale

C’è una linea, sconosciuta al grande pubblico che potrebbe cambiare le sorti della mobilità capitolina. O sarebbe meglio dire, un progetto di linea, perché al momento è solo un’idea prospettata dal Piano Regolatore e dal Piano urbano per la Mobilità Sostenibile approvato in Assemblea Capitolina tre anni fa. Parliamo della Metro D, la linea che dovrebbe collegare ‘su ferro’ la periferia nord della città con l’EUR. A sottolinearne l’importanza e a raccontarne la storia è Movete Roma, il programma condiviso per la mobilità romana sviluppato dai promotori di Odissea Quotidiana.

“Il tracciato si snoda partendo dalla periferia nord della città, per poi attraversare il centro storico e raggiungere le aree di Trastevere, Marconi, Magliana Nuova e dell’EUR. Sono numerosi i nodi di scambio generati dalla realizzazione della linea, sia in connessione alle metropolitane che alle Ferrovie Regionali: Jonio, Salario, Spagna, Venezia, Trastevere, EUR Magliana. Si prevede anche la realizzazione di una diramazione lungo la via Portuense e di un prolungamento verso sud che raggiunge le aree extra-GRA – spiegano i promotori – il capolinea nord di Ojetti ha la fondamentale funzione di intercettare i flussi di traffico che ogni giorno entrano in città sfruttando l’asse della via Nomentana. Il nodo di scambio di Salario, come previsto anche dal progetto preliminare della linea D, prevede la realizzazione di una stazione in grado di assorbire parte dei flussi veicolari della via Salaria che diventa anche un importante nodo di scambio con la rete delle Ferrovie Regionali grazie alla delocalizzazione della stazione di “Nuovo Salario”, attualmente isolata rispetto agli insediamenti abitativi. Nel 2007 furono ricercate le coperture per realizzare l’opera, quantificate in 3,4 miliardi di euro, tramite un project financing. Considerati i limiti che tale formula ha manifestato nel caso della linea C e del prolungamento Rebibbia-Casal Monastero della Metro B, la riproposizione non è più possibile”.

Per i finanziamenti, spiega Movete Roma, una mano potrebbe arrivare dalle istituzioni europee. “La ricerca delle coperture finanziarie per la linea D potrebbe essere garantita dall’Unione Europea, attraverso le forme previste dal piano NextGenerationEU per lo sviluppo della mobilità sostenibile – concludono – qualora ciò non fosse possibile, andrà richiesto il finanziamento al governo nazionale”.

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