Multiservizi, il futuro appeso a 40 milioni

La società del Campidoglio per l'igiene e la pulizia nelle strutture comunali sarebbe di nuovo vicina alla vendita da parte dell'azionista. Ma i conti non tornano

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, inaugura il tradizionale presepe natalizio in piazza del Campidoglio.

Nubi cariche di pioggia all’orizzonte di Multiservizi. La società del Campidoglio per l’igiene e la pulizia nelle strutture comunali sarebbe di nuovo vicina alla vendita da parte dell’azionista. Lo scorso 28 dicembre, secondo quanto risulta a Radiocolonna.it, in una riunione dell’assemblea capitolina si sarebbe deciso di mettere in vendita la società per 1 milione di euro. Il problema, fa notare una fonte, è che Multiservizi vanta crediti esigibili per non meno di 40 milioni di euro. E questi crediti, viene fatto notare, devono necessariamente avere un peso, anche sul valore della società.

Sulla vicenda Multiservizi dunque, continua a esserci nebbia. “Dopo aver già, velatamente, fatto intendere, solo pochi giorni fa, di voler vendere il pacchetto azionario di maggioranza della Roma Multiservizi, la maggioranza guidata dal sindaco Gualtieri conferma il suo totale disinteresse alla ripresa della stessa società e alla sorte di centinaia e centinaia di lavoratori”, ha dichiarato Marco Di Stefano, capogruppo Udc-Fi in Campidoglio.

“In un ordine del giorno collegato alla delibera di partecipazione da parte del Comune di Roma alla Fondazione che gestirà l’organizzazione degli Europei di Atletica Leggera 2024 – spiega Di Stefano – ho chiesto al sindaco Gualtieri l’impegno a sollecitare il rappresentante del Comune nella Fondazione EuroRoma 2024, a cercare di inserire, nel rispetto dei canoni di legge, una collaborazione con Roma Multiservizi riguardante i numerosi servizi che saranno richiesti per l’organizzazione dello straordinario evento”. “Dinnanzi a tale richiesta, la maggioranza capitolina guidata dal sindaco Gualtieri ha di nuovo dato un segnale negativo sul futuro di centinaia e centinaia di dipendenti che da tempo sono a rischio con il proprio lavoro, votando contro”.

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