La rivoluzione del litorale di Ostia finisce sulle pagine del quotidiano britannico The Times. Il giornale dedica un reportage al progetto del Comune di Roma che punta a ridurre il numero degli stabilimenti balneari e ad aumentare gli spazi di spiaggia libera, restituendo ai cittadini un accesso diretto al mare.
Il simbolo del cambiamento è l’abbattimento di uno storico stabilimento sul lungomare, al cui posto oggi resta un varco aperto verso la spiaggia. Secondo The Times, Ostia rappresenta il centro di una crescente contestazione nei confronti di un sistema che, per decenni, ha limitato l’accesso a tratti di costa pubblica attraverso concessioni balneari e servizi a pagamento.
L’assessore capitolino al Demanio Marittimo, Tobia Zevi, sottolinea che l’obiettivo dell’amministrazione è restituire il mare ai cittadini, superando un modello che per anni ha trasformato il litorale in uno spazio poco accessibile. Il piano del sindaco Roberto Gualtieri prevede di ampliare la spiaggia libera da 1,2 a 6,5 chilometri, oltre la metà dell’intero litorale romano, riducendo gli stabilimenti da oltre 70 a circa 35 e creando nuovi accessi pubblici ogni 300 metri.
Il reportage evidenzia come il dibattito non riguardi soltanto Roma. In diverse regioni italiane cresce la richiesta di ampliare le spiagge libere e rendere più accessibile il mare. In Puglia sono stati finanziati interventi di riqualificazione degli arenili pubblici, mentre a Spotorno, in Liguria, la quota di spiaggia libera è stata aumentata dal 18 al 40% del litorale, non senza le proteste dei concessionari.
Secondo The Times, il cambiamento riflette una domanda sempre più forte, soprattutto tra i giovani, di un accesso gratuito e più inclusivo alle coste italiane, anche alla luce dell’aumento dei costi degli stabilimenti balneari registrato negli ultimi anni.