Con l’apertura del cantiere di Torresina 2 prende ufficialmente il via il nuovo Piano Periferie di Roma Capitale, un programma destinato a colmare un ritardo accumulato in decenni di sviluppo urbanistico incompleto. Per la prima volta dopo molti anni sarà direttamente il Comune a realizzare le opere di urbanizzazione primaria nei piani di zona, sostituendosi ai costruttori che, in molti casi, non hanno rispettato gli obblighi previsti dalle convenzioni.
Torresina, estrema periferia occidentale della città, rappresenta il primo intervento di un progetto destinato a estendersi a numerosi quartieri sorti nell’ambito dell’edilizia economica e popolare. Qui, nonostante la presenza di edifici residenziali, mancano ancora infrastrutture essenziali come rete idrica, fognature, illuminazione pubblica, strade, marciapiedi e spazi di aggregazione.
L’intervento, del valore di 7,2 milioni di euro e con una durata prevista di circa un anno, prevede la realizzazione della rete idrica, della nuova viabilità, delle fogne, di una vasca di laminazione per la raccolta delle acque meteoriche, dell’illuminazione pubblica, di parcheggi, marciapiedi e della nuova piazza del quartiere.
Il progetto rappresenta il primo passo di un piano più ampio che interesserà anche Colle Fiorito, Trigoria IV, Ponte Galeria, Pian Saccoccia, Tor Cervara, Monte Stallonara, Malafede e altre aree destinate al verde attrezzato. Per i primi interventi Roma Capitale ha già stanziato 35 milioni di euro, parte di un accordo quadro complessivo da 160 milioni, finanziato attraverso affrancazioni, trasformazioni del diritto di superficie, fideiussioni e il recupero delle somme dovute dai costruttori inadempienti grazie ai contenziosi vinti dal Comune.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito l’avvio del cantiere “il primo intervento del nuovo Piano Periferie”, sottolineando come l’obiettivo sia garantire finalmente ai residenti servizi fondamentali e pieni diritti di cittadinanza, superando una situazione di stallo che si protraeva da anni.
Anche l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha parlato di un “cambiamento epocale”. Negli ultimi 25 anni, ha spiegato, il modello prevedeva che fossero i costruttori a realizzare sia gli edifici sia le opere di urbanizzazione. In molti casi, però, il sistema si è bloccato a causa di fallimenti o inadempienze delle imprese, lasciando interi quartieri privi dei servizi essenziali. Con il nuovo approccio, sarà invece Roma Capitale a intervenire direttamente, recuperando parallelamente le risorse dai privati responsabili.
Il Piano Periferie non riguarda soltanto i piani di zona. Il Comune ha annunciato interventi anche nelle aree ex abusive, tra cui il nuovo centro polivalente del Villaggio Prenestino, il completamento dell’illuminazione pubblica nel IX Municipio e nuovi lavori a Piana del Sole. Proseguono inoltre i programmi di rigenerazione urbana a Corviale e Tor Bella Monaca.
Secondo Veloccia, la realizzazione delle opere primarie rappresenta la condizione indispensabile per trasformare i quartieri dormitorio in parti integranti della città, creando successivamente le basi per lo sviluppo di servizi pubblici, attività economiche, spazi di socialità e un trasporto pubblico più efficiente, anche attraverso soluzioni innovative come il bus a chiamata.