14 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Partecipate, il riassetto è sparito. E i risparmi?

A due mesi dal passaggio di testimone tra Colomban e Gennaro la riorganizzazione delle aziende pubbliche rimane sulla carta

Sparita. O forse no. Della riforma delle partecipate non se ne sa più nulla. Almeno da quel 20 di settembre, quando ci fu il passaggio di testimone tra gli assessori Massimo Colomban e Alessandro Gennaro alla guida delle partecipate romane. Eppure, da quel giorno, il famigerato riassetto pensato per far risparmiare centinaia di milioni alle disastrate comunali, è sparito dai radar.

Il tutto nonostante lo scorso 31 ottobre siano scaduti i termini fissati dalla riforma Madia entro i quali consegnare i piani di razionalizzazione. Per esempio, sul fronte Centrale del Latte, su cui il Campidoglio è impegnato nella cessione del 75% per un corrispettivo di 28 milioni, intavolando nel frattempo una trattativa coi sindacati, è calato il silenzio.

Silenzio radio anche sulla creazione del polo delle Entrate, ovvero la convergenza delle funzioni di due società, Aequa Roma e Risorseper Roma per concentrare in un unico soggetto tutte le attività relative alla gestione delle entrate da patrimonio immobiliare e da tributi locali.

Anche perchè a Risorse per Roma, la società incaricata della riscossione e che nella logica del riassetto delle partecipate dovrebbe finire sotto il cappello di Aecqua Roma, manca un nuovo board da agosto, quando l’azioninista Campidoglio ha convocato l’assemblea per rinnovare la governance, dopo il precedente consiglio nominato nel 2012. Difficile immaginare uno spin-off senza board.

Meno male che lo scorso mese di settembre Eur spa, controllata dal Tesoro ma partecipata dal Comune di Roma al 10% ha messo sul mercato il ramo Tlc, avviando la cessione di Eurtel. Un caso isolato? Pare proprio di sì, visto che almeno per il momento non si ha notizia di altri riassetti nell’ambito delle partecipate.

Pensare che nelle altre città laziali, i riassetti della partecipate saranno molto ma molto più semplici. A Latina resterà soltanto il 100% di Acqualatina Spa, pur investita dalle polemiche per l’emergenza idrica che ha travolto il Sud Pontino, e la partecipazione minoritaria nel Consorzio per lo sviluppo industriale Roma&Latina. A Frosinone rimangono le partecipazioni minoritarie in Saf Spa (rifiuti) e Consorzio Asi (promozione delle attività produttive).

 

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