Il presidente di Atac, Alessandro Rivera, ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni con una lettera al consiglio di amministrazione di Atac e al Gabinetto del sindaco di Roma. In carica dal giugno scorso, Rivera è stato indicato dal Comune di Roma, l’8 maggio scorso, tra i nomi dei candidati per il nuovo Consiglio di amministrazione di Acea di cui Roma Capitale è azionista al 51 per cento. L’assemblea dei soci di Acea è prevista per il prossimo 3 giugno. La lista presentata dal Campidoglio comprende Alessandro Rivera, indicato come presidente esecutivo, Fabrizio Palermo, già amministratore delegato e confermato in questa carica, Barbara Marinali, Angelo Piazza, Luisa Melara, Elisabetta Maggini, Nathalie Tocci, Alessandro Picardi, Alessandra Bucci e Simone Silvi come consiglieri.
Nella lettera Rivera spiega: “Con la presente rassegno le mie dimissioni dalla carica di presidente di Atac con efficacia a decorrere dal 2 giugno. La decisione è motivata da sopraggiunti impegni professionali che non mi consentono di continuare a dedicare alla società il tempo e l’attenzione che il ruolo richiede. Desidero esprimere il mio sincero ringraziamento al Consiglio di amministrazione, al collegio sindacale, al direttore generale, e a tutto il personale di Atac per la collaborazione, la professionalità e il senso di responsabilità dimostrati nel corso del mio mandato. Atac rappresenta un presidio essenziale per la città di Roma e per la qualità della vita di tutti coloro che la vivono. Ho avuto modo di apprezzarne da vicino il valore, la complessità e il ruolo strategico nel funzionamento quotidiano della Capitale”.
“La società – prosegue Rivera – ha attraversato e sta portando avanti un percorso impegnativo di trasformazione e di rafforzamento, che richiede continuità, competenza e dedizione: un percorso che sono certo proseguirà con determinazione, grazie all’impegno delle sue persone. Lascio questo incarico con rammarico, ma anche con la soddisfazione di aver offerto un contributo, insieme a tutti voi, alla crescita della società. Resto naturalmente a disposizione per assicurare, fino alla data di efficacia delle dimissioni, un ordinato passaggio di consegne”.