Proposte per valorizzare viabilità e decoro di Porta Maggiore (e dintorni)

L’idea lanciata dal progetto Metrovia per Porta Maggiore e Via Giolitti. Al centro il caos dell’attuale rete tranviaria

Migliorare il decoro a partire da un rinnovamento profondo della mobilità. Sembra essere questo lo spirito che ha portato il gruppo di esperti del progetto Metrovia a lanciare una proposta innovativa per migliorare il decoro e la viabilità a Porta Maggiore e nelle zone limitrofe. Una proposta che nasce dall’inefficacia dell’attuale sistema di vie, linee tranviarie e traffico veicolare che rende quel punto della città terreno fertile di traffico, inquinamento e decoro urbano. Porta Maggiore, infatti, non è solo un’indicazione stradale ma una delle porte delle Mura Aureliane, punto di snodo di otto tra gli acquedotti che nell’antica Roma portavano l’acqua alla città. Oggi la porta è ‘prigioniera’ delle strade che le sono state costruite attorno e non gode di alcuna valorizzazione artistica. Ma la svolta, secondo Metrovia, potrebbe arrivare proprio da quella mobilità che si dipana disordinatamente attorno al monumento.

“Occorre risolvere il complicato intreccio di linee che pregiudica l’efficacia dell’intero sistema tranviario, perché rappresenta oggi un forte rallentamento obbligato, che si ripercuote sulla regolarità di quasi tutta la rete: il nodo di Porta Maggiore. Qui confluiscono ben sette strade, con il relativo sistema di attraversamenti. Oltretutto, questo anello tranviario secondo ATAC attualmente non può consentire un transito superiore a 31 corse l’ora, mentre con l’attivazione di tutte le linee previste dal PUMS ve ne sarebbero fino a 43. La congestione è pertanto assicurata, pena la drastica riduzione delle frequenze – spiega il comitato – Oltre a risolvere un problema trasportistico, la soluzione di questo nodo rappresenta anche una grande occasione di riqualificazione urbana. Con una nuova circolazione “a ferro di cavallo”, l’area archeologica (oggi svilita dal caos delle auto e dei tram, quale “spartitraffico di lusso”) può trasformarsi in un giardino pedonale molto ampio, in buona parte libero dai passaggi tranviari: ridando così alla splendida Porta Maggiore, al Sepolcro di Eurisace, alle strade antiche, agli acquedotti e alla Basilica Sotterranea, tutto l’interesse e la dignità che meritano”.

Ma le novità potrebbero anche riguardare anche l’area che si estende verso la stazione Termini.

“Un analogo discorso si può fare per via Giolitti – conclude – una strada oggi poco attraente ma ricca di potenzialità inespresse: libera dai binari può essere ripensata come promenade verso la stazione Termini, pedonalizzando ampi settori e valorizzando le sue attrazioni dimenticate: i ruderi a cupola della Minerva Medica, la chiesa protobarocca di Santa Bibiana, il teatro Ambra Jovinelli, l’ala mazzoniana della stazione con la torre dell’acqua”.

 

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