Recovery Fund, a Roma il primo round

Passa il sì alle risorse per Roma e ai poteri speciali. Occhio però, adesso bisogna saper maneggiare la macchina

Il Papa arriva in Campidoglio
Campidoglio

Forse è fatta, o forse no. Roma avrà i suoi poteri speciali e forse la sua parte di Recovery Fund. Ma saprà farne buon uso? Chissà. Per ora, comunque, è un primo round. Con un’ampia maggioranza trasversale a forze di governo e di opposizione, la Camera dei Deputati ha detto sì a un ordine del giorno a prima firma Giorgia Meloni che prevedere poteri straordinari per Roma Capitale e risorse speciali per la città.

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle come il resto del parlamento tranne pochissime eccezioni, hanno votato l’ordine del giorno (478 sì, 7 no e 6 astenuti), sotto pressione soprattutto della truppa dei parlamentari romani, determinati in modo bipartisan a presentarsi alle prossime elezioni comunali con dei risultati concreti. Ora la partita vera sono le risorse del Recovery Fund per sostanziare il voto di ieri.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, comunque ringrazia, Meloni inclusoa, “tutte le forze politiche per il consenso unanime con cui oggi, alla Camera dei Deputati, sono passati due ordini del giorno che impegnano il Governo a dotare Roma Capitale di risorse e poteri speciali. Il consenso bipartisan riconosce quanto ho sempre sostenuto: lo status della Capitale d’Italia non deve essere terreno di scontro politico ma un riconoscimento delle sue specificità e del ruolo che Roma ricopre, anche a livello internazionale. Non a caso, proprio i gruppi politici presenti in Assemblea Capitolina sono stati i promotori di una proposta bipartisan sull’assetto istituzionale e i poteri di Roma Capitale, trasmessa in Parlamento diversi mesi fa”, aggiunge Raggi.

 

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