Rifiuti, Gualtieri e quella mina sui conti di Ama

Il candidato sindaco annuncia una riduzione della tassa del 20% che per Ama vale 800 milioni all'anno

Il candidato del Pd

Roberto Gualtieri parte dai rifiuti. L’ex ministro dell’Economia, candidato al Campidoglio, parte proprio dai cassonetti. Ovvero pulire la città con un piano straordinario di pulizia. Presentando il suo programma, Gualtieri ha lanciato una proposta, di quelle che non passano inosservate: ridurre la Tari del 20% in cinque anni

“Il nostro piano”, ha spiegato, “dei rifiuti ha un orizzonte di 18 mesi ma puntiamo ad avere i primi effetti in 6 mesi, partendo dalla pulizia straordinaria della città. L’obiettivo è aumentare gradualmente la differenziata. Abbiamo calcolato che arriveremo al 50% in non meno di due anni. Chi dice che è possibile andare oltre prende in giro i romani. L’obiettivo finale della differenziata è comunque il 65-70%, l’autonomia industriale e la chiusura del ciclo al 95%. E comunque puntiamo a ridurre la Tari del 20% in cinque anni”.

Musica per quegli imprenditori romani stufi della spazzatura e che da tempo chiedono una riduzione della tassa sui rifiuti. Ma per le casse di Ama, la municipalizzata della raccolta, come la mettiamo? Guardando al conto economico dell’azienda, le entrate da contratto di servizio per l’igiene urbana si attestano sui 723  milioni di euro, su un monte ricavi da 809 milioni. Contratto con il Campidoglio che sta in piedi proprio sulla tariffa dei rifiuti stabilita dallo stesso Comune. Dunque, dal versamento della Tari, dipende il destino di Ama.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra (qui il documento), a Roma si paga la tariffa tra le più salate in Italia: una media di 260 euro pro-capite, contro le 330 di Venezia e le 299 di Cagliari. Solo che, nonostante il salasso in bolletta i rifiuti continuano a invadere le strade.

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