Rifiuti, l’Emilia salva Roma (per ora)

Alla Regione Lazio c'è preoccupazione. I rifiuti spediti nelle altre regioni sono solo una soluzione provvisoria

L’ennesima crisi rifiuti è scongiurata, almeno per i prossimi 15 giorni, grazie all’Emilia Romagna. Undicimila tonnellate di scarti prodotti dagli impianti di trattamento meccanico biologico di Roma finiranno negli impianti di smaltimento della Hera Ambiente, riuscendo così a sopperire al vuoto lasciato dalla chiusura della discarica di Albano. Ma poi?

Qualche criticità per le strade, con i primi cassonetti pieni, si cominciava già a intravedere, specie in I, III, XIII e XIV municipio. “Sono state causate dalla necessità dell’azienda di riallineare la propria logistica in conseguenza della ridotta capacità di trattamento degli impianti dovuta al sequestro provvisorio del sito di Albano” ha spiegato l’assessora ai Rifiuti Sabrina Alfonsi. Manca, però, la solita soluzione strutturale.

Alla Regione, c’è preoccupazione. “Dopo il sequestro preventivo della discarica di Albano Laziale, su cui da tempo sollecitiamo la chiusura definitiva, a Roma la situazione della gestione rifiuti preoccupa e non poco con i primi quadranti della città, a quanto si legge sulla stampa, che cominciano a subire ritardi nella raccolta dell’immondizia. Difficoltà e disservizi che dimostrano quanto sia precario il sistema rifiuti nella Capitale e quanto l’azione della giunta Gualtieri in materia ambientale sia purtroppo tutta fumo e niente arrosto. Insomma, come volevasi dimostrare, i nodi stanno venendo al pettine, caro sindaco: auspichiamo che il Campidoglio e Ama stiano vagliando un piano decisamente più concreto e mirato al fine di evitare qualsiasi ipotesi di nuova emergenza rifiuti”, ha messo in chiaro il consigliere regionale del Lazio e responsabile nazionale Organizzazione di Cambiamo con Toti, Adriano Palozzi.

 

 

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