Rifiuti, quelli di Roma non li vuole nessuno

Anche Aprilia dice di no alla spazzatura di Roma. Mentre il piano di Gualtieri ancora non decolla

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L’eterno problema di Roma, nessuno vuole la sua spazzatura, quella della Capitale d’Italia. Perché, nell’attesa di vedere un giorno o l’altro i tanto sospirati impianti per lo smaltimento o la riconversione, sarà sempre così: qualcuno dovrà farci carico dei rifiuti capitolini.

Ora, l’impianto di trattamento meccanico biologico di Rida (Aprilia) minaccia di non trattare più le 150 e le 300 tonnellate alla settimana di immondizia capitolina. L’azienda di proprietà di Fabio Altissimi lo scorso sabato ha scritto alla Regione per comunicare “l’impossibilità di proseguire l’attività di trattamento” sia per quanto riguarda i rifiuti proveniente da Roma che quelli proveniente dalla provincia di Latina. Questo perché, come riporta la Repubblica, gli spazi a disposizione di Rida e del suo Tmb sono in esaurimento. “Per assicurare la continuità del servizio di trattamento rifiuti in soccorso dell’emergenza Roma Capitale” è necessario sbloccare i conferimenti dell’immondizia lavorata dall’impianto di Aprilia.

Peccato, perché Roma con le sue4.600 tonnellate di rifiuti giornalieri, di cui 2.600 di indifferenziato, ha bisogno di una discarica. È stato questo il leit motive negli ultimi cinque anni, quando in Campidoglio governava Virginia Raggi. Il sindaco intanto è cambiato ma la mole di rifiuti che produce la città è la stessa. Così il nuovo inquilino di Palazzo Senatorio, Roberto Gualtieri, in attesa di realizzare gli obiettivi fissati sulla raccolta differenziata e di mettere a terra il piano da 40 milioni annunciato fin dalla campagna elettorale, è costretto a rivolgersi altrove.

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