Rifiuti: Raggi ai sindaci della provincia: “Aiutateci a far riaprire la discarica di Colleferro”

Durante l'Assemblea capitolina straordinaria sulla situazione dei rifiuti a Roma la prima cittadina ha rassicurato il sindaco di Abano Laziale sulla temporaneità dell'ordinanza sulla discarica, e puntato il dito sulle responsabilità della Regione Lazio che non apre gli impianti

“Nel momento in cui la Regione Lazio continua a chiudere le discariche, noi abbiamo predisposto la cartografia per individuare le aree idonee a ospitare i siti. Abbiamo le soluzioni del lungo periodo, ma mancano le soluzioni sul breve periodo. Per questo ho chiesto di predisporre un’ordinanza urgente per la riapertura della discarica di Albano Laziale. Assicuro al sindaco e ai cittadini di Albano Laziale che questa misura emergenziale sarà adottata per il tempo strettamente necessario. A lui e agli altri sindaci dico appoggiateci nella battaglia per far riaprire in via emergenziale anche la discarica di Colleferro, e gli altri impianti ancora utilizzabili, in attesa di una soluzione definitiva nel medio e lungo periodo”. Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, nel corso dell’Assemblea capitolina straordinaria sulla situazione dei rifiuti a Roma e un eventuale rischio ambientale e sanitario.

“È il fallimento di Zingaretti, la crisi c’è da 10 anni”

Rispetto alle responsabilità sulla crisi dei rifiuti nella Capitale, la sindaca giunta il dito contro la giunta Zingaretti. “Ci chiediamo come mai qui non sia presente la Regione e come mai continuiamo a fare Consigli straordinari sui rifiuti in Campidoglio quando l’Aula si dovrebbe spostare qualche chilometro più in là, in via della Pisana” nella sede del Consiglio regionale del Lazio.

Secondo la Raggi il tema dell’emergenza rifiuti caratterizza in negativo la Capitale da dieci anni. Un dato temporale che da solo, spiega, è sufficiente per “certificare, in modo impietoso, il fallimento della Regione Lazio e del presidente Nicola Zingaretti che da otto anni la governa: da circa dieci anni abbiamo problemi nella gestione dei rifiuti nel Lazio e a Roma, e da circa dieci anni la Regione Lazio è governata dalle stesse persone. Questo dato è ineliminabile e chi lo nega lo fa per malafede o per incapacità di assumersi delle responsabilità”.

“In otto anni la Regione Lazio non ha programmato, autorizzato o realizzato neanche un impianto – ha proseguito Raggi – . Gli impianti li ha invece chiusi. Pensiamo alle discariche di Albano, Colleferro e Roccasecca, con quest’ultima che ha cessato l’attività a seguito di un’inchiesta che ha portato all’arresto della più alta dirigente del settore rifiuti della Regione Lazio. Ripeto: la responsabile della gestione dei rifiuti, la più stretta collaboratrice degli organi politici su queste tematiche viene arrestata, le procedure da lei avviate vengono di fatto bloccate e rispetto a questa circostanza nessuno si è assume una responsabilità politica. Questa incapacità di assumersi responsabilità, da parte della Regione Lazio e del governatore Zingaretti, è un’altra costante che di fatto condanna il Lazio e Roma a un perenne stato di emergenza”.

Sulla raccolta differenziata a Roma, ha continuato, “ho letto una serie di calcolate menzogne. Se la differenziata non cresce come dovrebbe il motivo è sempre lo stesso: la cronica carenza di impianti di smaltimento all’interno del Lazio”. Una carenza che “fa rallentare anche la raccolta differenziata perché gli impianti di trattamento, per assenza di sbocchi in discarica, ricevono meno rifiuti – ha aggiunto Raggi -. Ama continua a raccogliere i rifiuti ma non sa dove portarli, i camion restano pieni, saltano i giri e inevitabilmente si creano cumuli di rifiuti che fanno crescere la frazione indifferenziata”.

“In Lombardia 21 discariche, in Sicilia 15, Lazio ne ha 2”

La sindaca ha quindi sottolineato che le altre regioni hanno a disposizione un numero adeguato di impianti, a differenza del Lazio. “In Lombardia ci sono 13 inceneritori e 21 discariche per i rifiuti urbani, nel Lazio abbiamo due discariche, a breve ne avremo solo una quando chiuderà Civitavecchia tra qualche giorno. Mi chiedo che cosa accadrà quando chiuderà la discarica di Civitavecchia”, ha spiegato.

Ha quindi difeso la scelta di non aprire una discarica a Roma riportando l’esempio di Milano. “Nel Comune di Milano – ha detto – ci sono zero discariche, e questo perché non si fanno le discariche in città – ha aggiunto Raggi -, il candidato sindaco (del centrosinistra, Roberto Gualtieri, ndr) dice che ci vuole una discarica a Roma, però non risponde in merito alla localizzazione. Anche la Sicilia è messa meglio con 15 discariche in attività: il Lazio è proprio il fanalino di coda del Paese”. Secondo la sindaca “la narrazione scritta sui rifiuti per oltre 40 anni ha penalizzato Roma, la quale ha accolto anche i rifiuti di altri Comuni con la discarica più grande d’Italia (Malagrotta, ndr). Ora si vuole fare un bieco gioco elettorale che però va a ricadere sulle spalle dei cittadini romani”.

 

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