Roma 2021: la campagna elettorale si gioca sui rifiuti

Croce, assieme al trasporto pubblico locale, d'ogni sindaco della Capitale

La campagna elettorale per le elezioni amministrative di Roma 2021 è appena entrata nel vivo e già ha portato al centro della scena la gestione dei rifiuti: croce, assieme al trasporto pubblico locale, d’ogni sindaco della Capitale. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, da settimane minaccia il commissariamento del Campidoglio.

La sindaca di Roma e Città metropolitana, Virginia Raggi, ha annunciato un’ordinanza urgente per chiedere la riapertura della discarica di Albano Laziale: provvedimento che il primo cittadino del Comune dei Castelli romani, Massimiliano Borelli, è pronto a impugnare insieme ad altri colleghi dei territori confinanti. Sullo sfondo dei cumuli di immondizia, che lievitano attorno ai cassonetti e lungo le strade, della Capitale si sta consumando, infatti, un acceso scontro elettorale.

Da un lato il Partito democratico con la coalizione di centrosinistra, rappresentata da Roberto Gualtieri, ha sostenuto che “Roma è sepolta dai rifiuti a causa dell’incapacità di questa giunta. È tempo che la sindaca si assuma le sue responsabilità di gestione e programmazione altrimenti il commissariamento diventerà inevitabile”. Dall’altro lato il M5s ha accusato “la Regione Lazio” di non aver “mai adottato nessun provvedimento né previsto un cronoprogramma delle attività necessarie a mettere in sicurezza Roma e i Comuni della Regione – ha detto l’assessora ai rifiuti capitolina Katia Ziantoni -. L’ordinanza della Città metropolitana per riaprire la discarica di Albano arriva per inerzia dell’autorita’ competente”.

Da quando a marzo ha chiuso la discarica di Roccasecca, in provincia di Frosinone, a causa dell’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto della dirigente regionale Flaminia Tosini e dell’imprenditore Valter Lozza, nelle vie della Capitale la situazione, già precaria, è precipitata. Roma produce circa 2.500-3.000 tonnellate al giorno di indifferenziato e Ama ha dichiarato la necessita’ di smaltire 18 mila tonnellate a settimana. I rifiuti romani, oggi, vengono spediti in diversi impianti per il trattamento; per lo smaltimento, a partire da luglio e fino a fine dicembre, andranno in cinque regioni diverse. Fino al decorrere di quegli accordi avrebbe dovuto, però, funzionare il meccanismo delle ordinanze regionali che distribuivano l’indifferenziato di Roma tra le discariche di Viterbo e Civitavecchia e in parte presso l’impianto di Sogliano Ambiente in provincia di Forlì-Cesena. Qualcosa dev’esser andato storto, a giudicare da quanto mostrano decine di fotografie dei comitati di quartiere, con mucchi di sacchetti abbandonati in strada e animali che banchettano o rovistano nell’immondizia.

Dalla Regione Lazio, a guida Pd, ritengono che la problematica sia dovuta all’incapacità dell’azienda capitolina Ama di raccoglierli. Dal Campidoglio, a guida M5s, invece, contestano inerzia e inadeguatezza sul piano rifiuti regionale. Sta di fatto che il rischio di un’emergenza sanitaria, con le temperature che stanno sfiorando i 40 gradi, e’ alto. Almeno quanto quello di non arrivare al ballottaggio: sia per la sindaca uscente M5s che per il candidato del Pd. e Enrico Michetti, candidato del centrodestra, prosegue sui suoi toni bassi, certo di arrivare al secondo turno forte dell’appoggio di tutta la coalizione del centrodestra; la stessa sicurezza non la hanno Gualtieri e Raggi per cui Carlo Calenda di Azione e’ una spina nel fianco. Lo sfidante, infatti, drena consensi sia a destra che a sinistra: in settimana ha sfilato al Gay pride ma ha anche incontrato i rappresentanti di Confcommercio.

 

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