Roma, effetto smart working. Crollano gli affitti

Gli studenti in fuga e il lavoro da casa mandano a picco i prezzi. A Roma -4,4% mentre a Milano si registra un calo del 4,5%

Gli alloggi popolari a via Satta, Casal Bruciato

Crollano gli affitti a Roma. I lockdown continentali, il ritorno degli studenti a casa, la riduzione dei trasferimenti lavorativi di manager e professionisti, il boom della smart working economy sono i fattori che hanno inciso sul crollo degli affitti sia nelle principali città italiane sia in quelle europee. A partire da Milano che ha chiuso l’anno appena finito con un -4,5% e un canone medio di 221 euro al metro quadro per anno.

Male anche le altre principali città italiane secondo il Centro studi Abitare Co. A Roma il calo è stato del 4,4%, a Bologna ancora più consistente del 5,3%, a Napoli del 2,2%, a Genova del 2,7%, a Torino del 2,6% e Firenze e Bari rispettivamente del 3,2% e del 2,2%. Meno pesanti le flessioni di Palermo con il -1,5% e Verona -1,3%, nonostante siano anch’esse città turistiche e universitarie.

Il calo dei canoni di locazione si è avvertito soprattutto nelle grandi città: nella media nazionale la discesa rispetto alla fine del 2019 è stata del -2,9%. I ribassi più importanti si sono avuti a Bologna, Milano e Roma, tutte città che attirano una grossa fetta di domanda composta dagli studenti. Anche le altre metropoli hanno sofferto soprattutto per il calo dei flussi turistici e dei lavoratori fuori sede. Verona e Palermo sono le città che hanno registrato i cali minori. Fra le varie tipologie di abitazioni, i cali più consistenti si sono distribuiti diversamente a seconda delle città. A Roma sono calati di più gli affitti dei trilocali, a Bologna dei monolocali e dei bilocali, a Napoli dei trilocali, così come a Milano.

 

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